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Ustica 33 anni dopo, Cassazione: “Lo Stato risarcisca le vittime per 100 milioni di euro”

L’Itavia ricostruito nell’hangar di Pratica di Mare

E’ stato un missile. E’ la sentenza numero 1871 cui è giunta la terza sezione civile della Cassazione sul caso Ustica dopo 33 anni. Alcuni parenti dei morti della strage di Ustica sono i primi la cui vicenda e’ arrivata fino alla Corte Suprema, che oggi con la sua sentenza ha confermato i risarcimenti alle vittime. La storia. Mancavano 15 secondi alle nove di sera del 27 giugno del 1980, quando il Dc9 Itavia con a bordo 81 persone, partito da Bologna e diretto a Palermo, scomparve dagli schermi radar del centro di controllo aereo di Roma, precipitando nel mar Tirreno vicino all’isola siciliana di Ustica. Il volo era partito in ritardo di oltre un’ora e mezzo dall’aeroporto di Borgo Panigale, alle 20.08 e doveva atterrare allo scalo di Punta Raisi alle 21.13 secondo l’ultima comunicazione del comandante Domenico Gatti. L’allarme fu lanciato dal centro radar di Marsala alle 21.21 e subito partirono i soccorsi, con elicotteri e navi. I resti dell’aereo furono avvistati solo alle 7.05 del mattino seguente e fino al 30 giugno le operazioni di ricerca consentirono di recuperare 39 corpi sugli 81 passeggeri a bordo del Dc9 Itavia. Tutti morti.
La Cassazione ha convalidato la decisione della Corte d’Appello di Palermo dello scorso anno, che aveva detto deciso per i risarcimenti condannando i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire i parenti delle vittime. In particolare, la Suprema Corte, dice che “non c’e’ dubbio che le amministrazioni avessero l’obbligo di garantire la sicurezza dei voli”.

Nelle motivazioni degli ermellini, si rileva come “e’ abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile accolta dalla Corte d’Appello”. Inesistente anche la questione della prescrizione visto che, come spiegano i giudici della Suprema Corte, “e’ ravvisabile la sussistenza del reato aviatorio colposo”. In conclusione, il Palazzaccio di piazza Cavour, afferma
che “l’attività volta a garantire la sicurezza della navigazione aerea civile e’ pericolosa quando risulta esercitata in condizioni di anormalità”. Ecco spiegata la decisione al risarcimento per i familiari delle vittime.

“Siamo molto soddisfatti, questo giudizio e’ iniziato nel 1990”, dichiara Vanessa Fallica, l’avvocato palermitano che assiste alcuni parenti delle vittime della strage di Ustica del 27 giugno 1980, i primi la cui vicenda e’ arrivata fino alla Corte di Cassazione, “e quella di oggi e’ un’ulteriore conferma del lavoro svolto in questi anni. La Cassazione conferma cosi’ un iter tracciato dalla Corte d’appello di Palermo che nel 2010 ha affermato la responsabilita’ dello Stato”. Una sentenza storica che ha confermato i risarcimenti alle vittime (l’importo dovrà essere stabilito in un nuovo processo d’appello), riconoscendo la responsabilità dello Stato e la teoria del missile.

“La cosa importante e’ che questa è la prima sentenza definitiva che abbiamo su questa vicenda”, afferma Daniele Osnato, l’avvocato che nel 2011, per conto di decine di parenti, ottenne dal giudice civile di Palermo, Paola Proto Pisani, la condanna del ministero di Trasporti e Difesa a pagare risarcimenti di 100 milioni di euro. Redazione Online News

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