L'ultima spiaggia della crisi: i "facilitatori" - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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L’ultima spiaggia della crisi: i “facilitatori”

Prende il via questa mattina al Quirinale, con l’incontro del capo dello Stato con i dieci “saggi” ai quali ha affidato la missione di indicare i possibili punti programmatici di un governo di scopo, l’estremo tentativo di Giorgio Napolitano di evitare il naufragio della legislatura appena incominciata. Se gli “uomini del presidente” non riusciranno, con i loro suggerimenti tecnici, a convincere i leader politici a fare un passo indietro che consenta la nascita del governo, il ritorno alle urne in tempi brevi – se non quest’estate ai primi di settembre – sarà inevitabile. Al momento, sul barometro politico le previsioni sono pessime: dopo un iniziale consenso generale, con il passare dalle ore l’iniziativa presa sabato scorso da Napolitano è diventata bersaglio di critiche da parte di tutti i partiti. Al punto che lunedi il Quirinale ha dovuto precisare al ribasso i tempi e la portata della “mission” dei saggi, indicando che avrà “limiti temporali”, “carattere informale” e un “fine puramente ricognitivo”.

E’ sabato mattina che il presidente Napolitano, davanti ai veti incrociati che impediscono la formazione del governo, ha rotto con la prassi politica italiana ed ha proposto a Pd, Pdl, M5S, Scelta civica e Lega un percorso sul “modello olandese”: un accordo tra centrodestra e centrosinistra basato su un programma di interesse nazionale: sui temi istituzionali (nuova legge elettorale, dimezzamento del numero dei parlamentari, riduzione delle spese della politica) ed economico-sociali (riduzione del peso fiscale, rilancio dell’economia e dell’occupazione. Per questo scopo Napolitano ha indicato anche i “facilitatori”: per i temi istituzionali il costituzionalista Valerio Onida, il senatore Mario Mauro (Scelta civica), il senatore Mario Quagliariello (Pdl), Luciano Violante (Pd). Per quelli economico-sociali: Enrico Giovannini (Istat), Giovanni Pitruzzella (Antitrust), Salvatore Rossi (Bankitalia), Giancarlo Giorgetti (Lega), Filippo Bubbico (Pd) e il ministro per gli affari europei Enzo Moavero Milanesi.

Le reazioni all’annuncio, in un primo momento positive, sono diventate con il passare delle ore scettiche e critiche. Al punto che Napolitano dovuto convocare per questo lunedì mattina i due gruppi di saggi al Quirinale, in modo che – precisa un comunicato – “risulteranno evidenti sia il carattere assolutamente informale e il fine puramente ricognitivo dell’iniziativa sia i suoi limiti temporali, d’altronde ovvi”. L’incontro al Quirinale sarà “anche l’occasione per ogni ulteriore chiarimento opportuno, di fronte a commenti nei quali ai più larghi apprezzamenti si sono accompagnati – prende atto il Quirinale – non solo legittimi dubbi e scetticismi ma anche timori e sospetti artificiosi e del tutto infondati”. Tra i timori e i sospetti “infondati” ci sarebbero quelli di una “deriva presidenziale” del sistema istituzionale italiano (che è parlamentare) e di una manovra per favorire il Pd, che è il partito di origine di Napolitano.

Soltanto Scelta civica di Mario Monti sostiene in pieno il “modello olandese” proposto da Napolitano. Il Pdl, che secondo i sondaggi è ridiventato il primo partito, vorrebbe elezioni già a fine giugno e incalza Napolitano “a riprendere le consultazioni” con le forze politiche”: “La casa brucia e non sarebbero comprensibili altri rinvii e dilazioni. O c’é un’intesa politica piena su un governo di larghe intese – ha dichiarato il segretario Alfano – o è indispensabile andare subito al voto”. Ma il Pd, per bocca della portavoce di Pierluigi Bersani, ha ribadito ieri sera il “no” a qualsiasi governo “politico” con il Pdl di Silvio Berlusconi. Il risultato è che prima della nascita del nuovo governo potrebbe svolgersi (le procedure cominciano a metà aprile) l’elezione del successore di Napolitano. Nell’attuale clima di scontro non è da escludere che la sinistra decida di votare a maggioranza un proprio esponente, che potrebbe essere Romani Prodi: in questo caso tra destra e sinistra la guerra sarebbe totale e nuove elezioni inevitabili. Intanto Beppe Grillo sta alla finestra: l’iniziativa di Napolitano è “la migliore“ tra quelle possibili, ha affermato, “ma l’Italia non ha bisogno di badanti (i saggi, ndr), ha bisogno di un parlamento funzionante”.
Carlo Rebecchi

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