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Il pasticcio dell’Ares 118- 1/ Zingaretti si affida all’ex subcommissario Spata

Antonio Spata

Antonio Spata

La Sanità laziale sta diventando sempre più cautica, un circo (con tanti animali) un caravanserraglio senza logica. Il caso dell’Ares 118 è emblematico. La crisi va avanti da mesi, nessuno capisce più niente, Zingaretti non sa che fare. Come liberarsi di un management ereditato dal centro destra? Come mettere ordine nel caos dei servizi, degli appalti, dei bilanci? In attesa di intervenire con la falce e sotto la pressione combinata di sindacati, di una fetta dello stesso centro destra e dell’ala più estrema della sua coalizione, butta lì una soluzione del cavolo. Dopo le innumerevoli accuse rivolte da diverse forze di opposizione all’azienda Ares 118 nonché da associazioni a tutela dei consumatori il presidente del Lazio e commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit Nicola Zigaretti ha nominato Antonio Spada, già sub commissario alla sanità laziale, soiggetto attuatore dell’azienda di emergenza per la redazione e la risoluzione dei bandi di affidamento del servizio- dicono alla Regione. Il mandato di Spata sarebbe inoltre finalizzato a “dare impulso alla direzione regionale acquisti all’espletamento di una gara Europea, assicurarne il corretto svolgimento del servizio di soccorso in emergenza e urgenza nel Lazio” e “sovrintendere al corretto espletamento della gara europea per l’affidamento del servizio a imprese esterne”, dopo il ritiro della Croce rossa. La nomina di Spata è stata la soluzione all’insoddisfazione del ‘tavolo’ sugli interventi della Regione come già sentenziato a luglio dal tavolo tecnico interministeriale. Tuttavia non starà a Spada fare luce su una serie di affidamenti poco chiari del servizio di emergenza gestiti negli ultimi tempi nonché su certuni acquisti discutibili su mezzi di trasporto e non di soccorso. Ma chi è Spata? Buttato tra le gambe della Polverini un secolo fa vantava esperienze di direttore generale di un ospedale lombardo, non si è visto nè sentito per mesi e il governatore dell’epoca lo aveva confinato in un ruolo marginale (stessa sorte peraltro all’altro subcommissario governativo, Giorgi). Poi Renata lo aveva piazzato all’Asp, come commissario, per tamponare un’altra situazione complicata. Ora Zingaretti lo riesuma e lo utilizza per l’Ares. Il piccolo uomo viene insomma usato come un tappabuchi, ma non ha nè il fisique du role nè la figura pubblica di Enrico Bondi. Problema rinviato. Sembra la vera filosofia al di là delle chiacchiere, del presidente Zingaretti. Si faccia aiutare dal commissario Montalbano (-1 – continua)

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