Quella giustizia strabica che non sa difendere - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Quella giustizia strabica che non sa difendere

casa-del-parto_fullQuando il mondo va all’incontrario bisogna fare qualcosa, non solo indignarsi. Un gruppo di donne, impegnate in un comitato dal nome eloquente quanto dolce “per la Difesa della Salute della Donna e del Bambino e dei Servizi Materno Infantile”, si è visto arrivare un avviso di garanzia dalla Procura di Roma per aver difeso la Casa del Parto naturale di Ostia. Se aggiungiamo che il pacifico sit- in, al quale erano presenti alcuni bambini seduti nei loro passeggini, si è svolto nella giornata simbolo, nazionale e mondiale, del riconoscimento del ruolo della donna nella società (civile?), economica e sociale, ovvero l’8 marzo 2012, allora ci viene da solo da piangere. Se la questione femminile fa così tanta paura, sarebbe opportuno rivedere il caso in chiave politica e non sotto un profilo strettamente giuridico. Quelle “sovversive” volevano (simbolicamente, sottolineiamolo sempre) semplicemente difendere la pratica del parto naturale, entrare nel piazzale antistante Acqualuce, attaccare qualche striscione, grezzo, scritto a mano, per dare notizia del malfunzionamento di quella struttura di cui i cittadini, quando andava bene, andavano fieri. Un luogo in cui hanno avuto gioco facile i politici di turno della Regione Lazio che nel marzo 2009 si son fatti belli al taglio del nastro augurale, con tanto di codazzo di quegli stessi dirigenti che cinicamente hanno denunciato i loro pazienti, quelle stesse persone che dovrebbero usufruire di quel servizio sanitario pubblico che invece non funziona affatto. E su questo nessuno indaga. Invece immaginiamo la pericolosità di manifestanti donne con i braccio bambini di pochi mesi. Perché non risponde agli inquirenti la Regione Lazio, scagionando degli innocenti, a questa domanda chiave. Che fine ha fatto quel mezzo milione di euro stanziato in bilancio nel 2010 proprio a favore della Casa del Parto Acqualuce? E perché l’amministrazione regionale non risponde di fronte alle promesse mancate dell’assunzione di personale dedicato, quali ginecologi, ostetriche e tutto il personale necessario? Le madri, come scriveva l’illustre Giovanni Bollea, non sbagliano mai. E se qualcuno scambia “la voglia di giustizia” con la “giustizia” non fa altro che il gioco altrui, il potere altrui, non quello di una società bella e giusta.

Stefania Pascucci

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