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La Roma di Garcia mette la “sesta” e stende il Bologna (5-0)

gervignoSe l’appetito vien mangiando, come ha detto il suo allenatore Rudi Garcia alla vigilia, la Roma quest’anno dimostra di essere veramente affamata: dopo il filotto delle cinque vittorie di fila, all’Olimpico tornato in festa arriva anche il sesto sigillo che significa primo posto in classifica a punteggio pieno. Vittima sacrificale della serata giallorossa il Bologna – sconfitto ben oltre il 5-0 del tabellino – che giusto un anno fa metteva a nudo i difetti della Roma zemaniana. I capitolini – se mai ce ne fosse stato bisogno – ripetono al campionato che quest’anno si dovrà fare i conti anche con loro. Una vittoria figlia del cuore e della tecnica quella della Roma, che inanella l’ennesima perla di questo inizio di stagione e soprattutto non fallisce la partita della conferma di fronte a 40 mila innamorati. Portata per mano da De Rossi e Pjanic, dai muscoli di Strootman, dalle magie del fresco 37enne Francesco Totti e dalla velocità di uno straripante Gervinho, la Roma chiude la pratica in poco meno di 25 minuti. Tanti ne bastano per infilare nella porta di un incerto Curci tre gol che portano la firma di ordinatissimo Florenzi, di un forsennato Gervinho e di insuperabile Benatia, al bis dopo il gol di Marassi di tre giorni fa. Tre gol in 25 minuti impoveriscono la cronaca di una partita a senso unico, con i felsinei che dimostrano di non avere ancora esorcizzato la rocambolesca rimonta milanista di quattro giorni fa. Con Diamanti a mezzo servizio, complice l’influenza che lo ha tenuto fermo per due giorni, e Laxalt ‘ombrà del giocatore visto al Dall’Ara, è un gioco da ragazzi fare e vincere la partita per la truppa di Rudi Garcia, ‘zemanianà davanti e ‘capellianà dietro. I giocatori sono sempre molto vicini, mai più di 20-30 metri tra un reparto e l’altro: la Roma si difende in 10 senza mai rinunciare alla qualità. Mai prudente ma organizzata, mai rinunciataria ma letale, la Roma anche stasera non abbandona il copione che l’ha portata davanti a tutti in questo primo mese di campionato. I numeri d’altronde parlano chiaro e dicono 17 gol fatti e solo uno subito in 6 giornate, un unicum nei campionati che contano: nascono così i successi dei giallorossi che giusto un anno fa contro gli emiliani dovevano fare i conti con una difesa-groviera. La partita di stasera d’altronde era anche una sorta di prova del nove visto che per la prima volta Garcia ha dovuto rivedere il suo assetto difensivo, complice l’infortunio di Maicon ben sostituito dall’esperto Torosidis. Bastano 8′ ai giallorossi per cominciare i festeggiamenti: ci pensa Pjanic con un bolide su punizione respinto malamente da Curci sulla testa dell’accorrente Florenzi. Due minuti dopo la Roma potrebbe già mettere al sicuro il risultato con una combinazione magica Gervinho-Totti-Balzaretti, ma l’eroe del derby riesce solo a scheggiare il palo. Rispetto alle precedenti uscite (mai in gol nei primi 45′), i giallorossi dimostrano di carburare subito, pressano alti, avvolgendo la retroguardia emiliana con le folate di Gervinho e Florenzi che si interscambiano spesso la posizione. L’ivoriano soprattutto si mostra ‘indemoniatò, corre, scatta, costringe gli avversari a prendersi cartellini gialli e soprattutto segna, come in occasione del bel gol del 2-0 in percussione, e pensare che la poca concretezza finora era l’anello debole del suo raffinatissimo repertorio. In 20 anni di carriera forse anche Francesco Totti fa fatica a ricordare una simile freccia al suo ‘arcò. Così stando le cose, e aggiungendo il 3-0 di Benatia, il 4-2-3-1 di Pioli frana ancora prima di provare qualche sortita e i primi 45′ finiscono senza che la cronaca ricordi un solo tiro in porta felsineo. E la ripresa non cambia spartito per gli emiliani, salvo arricchire il pallottoliere giallorosso con la rete bis dell’ivoriano e la ‘perlà dell’entrato Ljajic. E anche qui i numeri non dicono bugie: il Bologna ha vinto solo una delle ultime 16 gare disputate in campionato, tra vecchia e nuova stagione. Un pò pochino per la straripante Roma vista ieri sera

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