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Al Rally Obedience a vincere è l’amore per il cane

giochi_01Si chiama Rally ma non c’entrano niente macchine o gare di velocità: è la Rally Obedience, una delle ultime nate tra le discipline sportive della cinofilia. Tra curve, slalom e prove varie, la Rally Obedience Csen (il Centro Sportivo Educativo Nazionale, uno dei più importanti enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni) è l’unica disciplina della cinofilia di fatto senza limiti d’età per cani e padroni. Ben 9 le categorie che compongono la neo disciplina. Per i cani si va dai Puppy (età minima 6 mesi) ai Veterani (animali con almeno 8 anni di età), mentre per i padroni si parte dall’età minima di 8 anni, anche se è allo studio una nuova categoria che permetterà di scendere in campo anche ai bambini dai 5 anni in poi. La Rally Obedience vivrà domenica a Roma, presso il centro Indiana Kayowa di Massimo Perla, il “principe” degli educatori di cani in Italia ed il numero uno per quanto riguarda i cani impegni in pellicole cinematografiche e televisive, come ad esempio il celebre Rex, il più importante appuntamento dell’anno. Circa 100 binomi si sfideranno nella Finale Nazionale di Rally Obedience. Verranno premiati quindi i migliori binomi a livello nazionale e verrà presentata la Nazionale Italiana della disciplina. Previsto anche un incontro con la più importante associazione america di Rally Obedience, per un confronto tra Italia e Stati Uniti che potrebbe sfociare in attività comuni. “La Rally Obedience sta crescendo anche nel nostro paese sulla scia del grande successo che ha già negli Stati Uniti ed in molti paesi europei – sottolinea Massimo Perla, responsabile nazionale di Csen Cinofilia – ad ogni gara cresce il numero di coloro che vogliono praticare una disciplina sportiva, alla portata di tutti, dove a vincere è sempre il rapporto tra cane e proprietario. La Rally Obedience si basa su un percorso composto da una serie di stazioni che cane e conduttore affrontano insieme. Si parte da semplici svolte in varie direzioni, al mantenimento da parte del cane di alcune posizioni, ad un mini slalom ed esercizi con difficoltà crescenti a seconda della categoria. Ed in tutto questo, anche se la parola Rally potrebbe trarre in inganno, il fattore tempo – conclude Perla – è una variabile non fondamentale. Quello che conta è infatti commettere meno errori possibili ma soprattutto far vedere il grande affiatamento che c’è tra cane e proprietario”. Altro che tornanti presi a tutta velocità o sgommate mozzafiato, con la Rally Obedience a vincere è l’amore per il cane

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