L’enologia pugliese al Vittoriano di Roma - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

L’enologia pugliese al Vittoriano di Roma

VINODa oggi al 30 novembre l’Ala Brasini del Complesso Monumentale del Vittoriano di Roma accoglie l’iniziativa “Verso il 2015. La cultura del vino in Italia”, nata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e realizzata in collaborazione del Comitato Grandi Cru d’Italia e del MuViT Museo del Vino di Torgiano – Fondazione Lungarotti.

Il progetto si avvale della consulenza scientifica di. Massimo Montanari, docente di Storia medievale e Storia dell’alimentazione presso l’Università di Bologna, e si fonda sulla premessa che da millenni il vino è parte integrante della nostra cultura rivestendo un ruolo centrale e rappresentativo dell’eccellenza del nostro Paese e identificativo della nostra realtà e delle nostre radici. La Puglia, grazie all’Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari, sarà presente insieme a tutte le altre regioni d’Italia, testimoniando la sua millenaria tradizione vitivinicola attraverso oggetti, immagini, curiosità e dati significativi riguardanti il settore.

Quando l’antico eroe greco Diomede, reduce dalla guerra di Troia, portò con se qualche tralcio di vite e lo piantò in Puglia forse non immaginava cosa sarebbero stati in grado di creare i pugliesi – dice l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni – Oggi dalle vite di Diomede nascono vini straordinari, come gli autoctoni “Nero di Troia”, “Negramaro” e “Primitivo”. Vini osannati da grandi scritti di autori latini, italiani e stranieri che oggi rappresentano la sintesi di un modo di fare agricoltura che sa preservare, conservare e innovare assieme. Questo appuntamento culturale mostra la strada compiuta e la storia dietro ad una delle più grandi tradizioni vitivinicole del mondo. In particolare la Puglia sarà rappresentata da un prezioso manufatto antico, un Cratere a campana Apula a figure rosse risalente all’epoca della Magna Grecia, datato intorno al IV – V sec. a. C.. Si tratta di un grande vaso dalla forma svasata che faceva parte del corredo per lo svolgimento del simposio, utilizzato per mescere il vino con l’acqua e miele nella preparazione di una bevanda ritenuta molto prelibata. Il reperto, esposto in un’apposita teca, proviene dal museo del vino del vignaiolo Claudio Quarta, situato a Guagnano (Le), che lo ha messo a disposizione per l’intera durata dell’evento.

Da non perdere infine la sezione “Alla scoperta dei territori”, dedicata al racconto enologico di ciascuna regione, nella quale sarà proposto un viaggio fotografico, storico e letterario di grande suggestione: a rappresentare la Puglia ci sarà l’immagine di una vite ad alberello, simbolico punto di partenza di un percorso enologico fra i tre vitigni autoctoni più rappresentativi della regione – Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia – e che si ritrovano nelle attuali 28 Doc, 4 Docg e 6 Igt.

email

Bisogna effettuare il login per inviare un commento Login