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Metro C, il Campidoglio paga i 230 milioni e proseguono i cantieri

La tratta da Pantano a Lodi aprirà al pubblico l’1 ottobre 2014 mentre la tratta fino a San Giovanni sarà consegnata il 31 dicembre 2015, con quattro anni di ritardo e il 30% dei costi per chilometro in più (da 2,9 a 3,6 miliardi totali) rispetto alle previsioni iniziali

metro cLettera del ministro Lupi, Maurizio Salvi dà l’ok. La tratta da Pantano a Lodi aprirà al pubblico  l’1 ottobre 2014, la tratta fino a San Giovanni sarà consegnata il  31 dicembre 2015 con quattro anni di ritardo e il 30% dei costi per  chilometro in più. La tratta da San Giovanni a Venezia sarà pronta nel 2020. ALLA fine Maurizio Salvi ha detto sì. Il Ragioniere generale del Campidoglio ha ceduto: sarà lui ad autorizzare il pagamento dei 230 milioni fatturati dal consorzio Metro C a Roma Metropolitane per i lavori effettuati fino al 2011 e non ancora rimborsati, così come previsto dall’accordo di settembre. L’ultimatum lanciato dalle imprese costruttrici ha dunque sortito l’effetto sperato: i cantieri non chiuderanno, gli operai possono tirare un sospiro di sollievo.
Una vittoria, per l’assessore alla Mobilità Guido Improta, che con Salvi venerdì scorso aveva avuto un durissimo scontro in giunta proprio perché il ragioniere generale rifiutava di fare quel che aveva sempre fatto quando sindaco era Alemanno: firmare i mandati di pagamento. E ciò nonostante una delibera di consiglio e un’ordinanza sindacale del 2005 dicessero chiaramente che è la ragioneria l’unico ufficio del Campidoglio a poter interloquire con Roma Metropolitane.
A costringere Salvi a tornare sui suoi passi, la mossa del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, che ha smontato la scusa dietro cui il ragioniere si era nascosto per non firmare: le riserve del dicastero sull’accordo che riconosce più soldi alle imprese costruttrici rispetto alla delibera Cipe del 2012. Per dimostrare che ogni dubbio è ormai superato, Lupi ha infatti scritto al collega dell’Economia Saccomanni per chiedergli di adottare una variazione di bilancio utile a sbloccare gli 81 milioni di quota statale stabilita per finanziare della linea C.
Una buona notizia che arriva nel giorno in cui la Commissione speciale Linea C insediata in Campidoglio “per controllarne i costi e i tempi” acquisisce ufficialmente il cronoprogramma del nuovo metrò: “La tratta da Pantano a Lodi”, ha spiegato Giovanni Simonacci, responsabile del progetto per Roma Metropolitane, “aprirà al pubblico l’1 ottobre 2014 mentre la tratta fino a San Giovanni sarà consegnata il 31 dicembre 2015”, con quattro anni di ritardo e il 30% dei costi per chilometro in più (da 2,9 a 3,6 miliardi totali) rispetto alle previsioni iniziali. “Causati da una serie di fattori: ritrovamenti archeologici; conseguenti modifiche dei progetti in particolare alla stazione San Giovanni, la cui fermata è stata realizzata ben al di sotto della profondità preventivata; nuove normative approvate in corso d’opera, come quelle anti-sismiche, che hanno causato uno stop di 8 mesi”. In più “per la sola tratta T3 da San Giovanni a Venezia, dalla presentazione del progetto all’inizio dei lavori sono passati 41 mesi di istruttorie, varianti e delibere, contro i 4 della media europea”. Le talpe saranno calate nei nuovi pozzi di via Sannio a gennaio 2016. La tratta sarà pronta nel 2020. Salvo ulteriori disguidi, sempre dietro l’angolo.

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