Lucio D’Ubaldo in libreria con “Riformismo democratico a cristiano - L’idea del centro a sinistra”. - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Lucio D’Ubaldo in libreria con “Riformismo democratico a cristiano – L’idea del centro a sinistra”.

Luicio D'Ubaldo

Luicio D’Ubaldo

Lo spirito di Aldo Moro è stato evocato a lungo da Mario Adinolfi e Luciana Pedoto durante la presentazione del volume del Senatore Lucio D’Ubaldo, “Riformismo democratico a cristiano- L’idea del centro a sinistra”, tenutasi alla Libreria Arion Montecitorio di Roma. Secondo Adinolfi i partiti “si sono trasformati in altro da tempo, e alcuni ancora non se ne sono accorti”.
Nel corso della presentazione si è fatta memora dei padri della Democrazia Cristiana, Moro, Zaccagnini, De Gasperi, Martinazzoli. “Prima di venire qui, ho postato sulla mia pagina personale di facebook – ha esordito Adinolfi in veste di giornalista, polemista e blogger – “l’ultimo discorso di Aldo Moro ai gruppi parlamentari, è incredibile quante persone lo abbiano letto in poco tempo, e quanto quelle parole possano essere attuali. Sono stato parlamentare per un breve periodo, e quando incontro alcuni degli ex colleghi mi domando sempre: ma questi politicamente da dove vengono? Io ho partecipato a riunioni, corsi di formazione di partito, riunioni interminabili dove ho imparato a leggere e amare i nomi che D’Ubaldo cita nel suo volume. Di tutto questo non rimane più nulla a sinistra, dove di formazione o marketing della politica, non si parla proprio più mentre a destra esiste solo quella”.
D’Ubaldo ha messo in chiaro che nessuno vuole rifondare la Democrazia Cristiana nella maniera più assoluta, ma “che è assolutamente indispensabile ricominciare dall’impegno dei cattolici nella formazione di dirigenti in grado di testimoniare la rinascita civile italiana, e di tessere le trame di un tessuto connettivo che possa collegare la società, nell’ottica di un riformismo che tocchi sia la destra che la sinistra. A questo pensavano Moro, Zaccagnini e le altre figure di spicco della Dc”. Possiamo “guidare la rivolta” con un nuovo linguaggio, quello dei moderati, del centro a sinistra, ha aggiunto il Senatore: della cultura, della comprensione sociale, dello studio. È quello che hanno fatto i nostri padri cercando di pre-vedere, di avere una visione della politica.
Una nota positiva c’è – ha concluso Adinolfi: “Vi lascio per l’aperitivo che come si dice a Roma non posso offrire io, perché sicuramente pensavo di trovare al massimo sette otto persone, invece siete più di settanta per un tema così complesso e astratto ma di importanza fondamentale per la società civile. Quindi la speranza che qualcosa possa cominciare esiste.

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