Lazio ultima in Italia per spesa in farmaci generici - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Lazio ultima in Italia per spesa in farmaci generici

generici“I farmaci equivalenti sono uno strumento importante per ottimizzare la spesa farmaceutica e i risparmi così conseguiti possono essere investiti per lo sviluppo di farmaci innovativi. L’Italia deve superare definitivamente il problema culturale che limita la diffusione del farmaco equivalente e fa spendere centinaia di milioni di euro agli italiani senza alcun beneficio concreto”: così Cinzia Falasco Volpin, amministratore delegato di Mylan, una delle tre maggiori aziende farmaceutiche produttrici di farmaci equivalenti (detti anche generici), al termine dei lavori del convegno “I farmaci generici per la sostenibilità del sistema regionale del Lazio”, organizzato dal magazine About Pharma and Medical Devices, con il patrocinio di Assogenerici e il supporto di Mylan. La spesa per i farmaci, in Italia nel 2012 ha toccato i 25,5 miliardi, il 76% dei quali è stata rimborsata dal SSN e che potrebbe essere sensibilmente ridotta grazie all’utilizzo degli equivalenti. Il Lazio con l’11,1%è al fra le ultime regioni in Italia (due punti in meno della media nazionale) per incidenza dei farmaci equivalenti (c.d. generici) sul totale della spesa farmaceutica netta del servizio sanitario regionale e questo è un mancato fattore di risparmio e di efficienza quantificabile in centinaia di milioni di euro l’anno. Considerando la quota sulla spesa farmaceutica, i farmaci equivalenti non di marca nel Lazio si attestano al di sotto del 40% mentre in Lombardia sfiorano il 60%. Esistono quindi consistenti margini di crescita per ottimizzare ulteriormente la spesa e accrescere la sostenibilità del sistema sanitario regionale.

È l’arretratezza culturale sia in Italia in generale sia nel Lazio in particolare che impedisce la diffusione in Italia del farmaco generico – si legge nelle conclusioni del convegno -, un medicinale del tutto uguale al più noto farmaco di marca, poiché contiene lo stesso principio attivo, nella medesima quantità, nella stessa forma farmaceutica e via di somministrazione, garantendo la medesima efficacia terapeutica. È fondamentale in questo senso coinvolgere istituzioni pubbliche, medici, farmacisti nell’informazione ai cittadini sul farmaco generico che permette di curarsi risparmiando ma senza perdere in sicurezza, qualità, efficacia. “Nel Lazio, come in molte altre regioni soprattutto del Sud, eventuali azioni per diffondere l’uso appropriato di farmaci a brevetto scaduto e dei loro equivalenti potranno certamente liberare risorse importanti per garantire l’accesso a terapie innovative altrimenti difficili da introdurre visti i budget di spesa sempre più limitati” ha dichiarato Carlo Buttini di IMS Health. “False credenze limitano la diffusione del loro uso nella popolazione anziana, che ovviamente consuma più farmaci – ha dichiarato Graziano Onder –. Si ritiene erroneamente che il paziente preferisca il farmaco di marca e questo porti a una migliore aderenza alle terapie. In realtà, le preferenze sono strettamente legate alle informazioni ricevute dal proprio medico e studi clinici dimostrano che una corretta comunicazione sul farmaco generico è il fattore che più ne influenza l’utilizzo”.

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