La lettera della baby squillo alla mamma in carcere: «Mi manchi» - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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La lettera della baby squillo alla mamma in carcere: «Mi manchi»

prost«Ciao mamma, ti scrivo dalla casa dove mi trovo. Non sai quanto mi dispiace che tu sia in carcere per colpa mia. Mi manchi». È l’ammissione di Agnese, una delle due ragazzine finite nello scandalo sulle baby prostitute, che comincia a capire che ormai è lontana dalla sua famiglia e che chissà quando potrà rivedere i suoi cari. Angela ha 14 anni, ed è poco più di una bambina, sebbene si sia atteggiata da donna adulta e disinvolta. Si sente sola, lontano da amici e parenti, e qualche giorno fa ha chiesto agli assistenti sociali di poter comunicare con sua madre. Ha scritto una lettera che è stata recapitata nel carcere di Rebibbia, dove la donna è rinchiusa dal 28 ottobre, con l’accusa di aver approfittato economicamente della sua piccola, pur sapendo che si prostituiva. La risposta non si è fatta attendere: «Ma che dici, amore? Devi pensare solo a te stessa, devi cercare di recuperare, per crescere bene e nel modo giusto». Uno scambio commovente e un tentativo di recuperare un rapporto che difficilmente potrà trovare una soluzione positiva, perché alla donna è stata tolta la patria potestà di entrambi i figli. Nella casa famiglia, dove la ragazzina ha trovato rifugio, è circondata da attenzioni e cure, ma aspetta con ansia il giorno della settimana in cui può ricevere la visita dei parenti.

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