Enoteche di Roma/ Bomprezzi, il vino buono venduto (e prodotto) in famiglia - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Enoteche di Roma/ Bomprezzi, il vino buono venduto (e prodotto) in famiglia

enote-300x224Quella dei Bomprezzi è un’attività di famiglia, e non solo sulla carta. Appena entrato nel locale di via Tuscolana 904, quella che mi avvolge è proprio una piacevolissima atmosfera familiare, forse la più accogliente sinora. Alessandro Mirizzi e sua moglie Sara si occupano dei clienti con l’aiuto della mamma di Alessandro, Rossana, prima donna sommelier di Roma. Da tutti emana un calore contagioso e una cortesia per niente affettata. L’arredamento dello spazio espositivo fa il resto: colori caldi, evidente gusto femminile e – ovviamente – file interminabili di bottiglie a coprire tutte le pareti. Magari influenzato dai cesti natalizi in bella vista e da una giornata passata in mezzo al traffico, il negozio mi sembra un’oasi di serenità. A dire il vero, provenendo da tutt’altri lidi, una buona dose di tempo dietro al volante è dipesa proprio dalla necessità di raggiungere Numidio Quadrato, non esattamente una zona centrale. Se non si vive nelle vicinanze una buona opzione è la metro: l’enoteca è a due passi dalla fermata. Alessandro mi parla della sua attività con evidente orgoglio: “L’esercizio è nato nel 1957, fondato da mio nonno Recildo Bomprezzi (appena trasferitosi da Jesi, nelle Marche) e all’inizio, come tutte le enoteche storiche di Roma, era un negozio di vini e olii. Con tanta voglia di lavorare e una sempre maggiore qualificazione dell’offerta, il locale è cresciuto assieme al quartiere Tuscolano. Mia madre Rosanna Bomprezzi, che già gestiva l’attività assieme al nonno, divenne sommelier nel 1988. Contestualmente il negozio venne ristrutturato e da ‘vini e olii’ divenne enoteca. Prima i vini imbottigliati erano pochi e si vendevano principalmente liquori importati. La superficie espositiva che si vede oggi, invece, ampliata nel 2000, conta 1300 etichette di vino e circa 5000 etichette complessive tra distillati, grappe, liquori di varia natura, rum, cognac, armagnac. Abbiamo un cospicuo assortimento di vini esteri da tutto il mondo e una riserva di bottiglie ‘importanti’, dai Romanèe-Conti ai Dom Perignon, Cristal, Winston Churchill e così via”. La clientela dei Bomprezzi è molto varia, dalle famiglie del quartiere agli avventori occasionali che, di passaggio sulla trafficatissima via Tuscolana, si fermano a dare un’occhiata attirati dal nome sull’insegna (ormai molto conosciuto). Molti clienti, mi dice Alessandro, risalgono ai tempi del nonno, o sono i figli e i nipoti di quelli originari. Nel 2008 la famiglia ha aperto, al civico adiacente, un wine bar: il Crudop (‘crudo’ richiama le pietanze così servite, principalmente il pesce; ‘Cru’ e ‘Dop’ si riferiscono rispettivamente al famoso vitigno e alla Denominazione di Origine Protetta, utilizzabile da tre anni a questa parte anche per il vino). “Come enoteca storica, non abbiamo voluto snaturare il nostro lavoro mischiando le due attività – spiega Alessandro – Nel wine bar si può bere ottimo vino alle mescita, mangiare e partecipare a incontri su vino e cucina, cene tematiche con i produttori, corsi di degustazione”. Non è l’unica attività a latere. Nel 1967 il nonno Recildo ha acquistato vicino Jesi – sua terra natia – l’azienda agricola ‘Montecappone’, che oggi produce vino di alta qualità. La loro versione riserva ‘Utopia’ è un ‘tre bicchieri’ della guida del Gambero Rosso; il vino bianco ‘Tabano’ è stato premiato dalla guida di Luca Maroni come uno dei tre migliori bianchi d’Italia per quattro anni consecutivi. L’azienda è gestita dal fratello di Alessandro, Gianluca, che si è trasferito stabilmente in terra marchigiana. Lorenzo Marziali

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