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Marino e il Pd, che brutta figura.Come possono pensare di governare Roma?

Ignazio-Marino3Non è una imprecazione ma una lucida richiesta, il sindaco Marino e la sua giunta devono dimettersi e il partito-guida ed egemone, il Pd, deve chiedere scusa ai romani per il caso-Strozzi e indicare la data delle elezioni (anticipate). Ciò che sta accadendo ha dell’incredibile ed è gravissimo perché certifica l’inadeguatezza di una classe dirigente alla quale una fetta di romani ha affidato il governo della città. In Campidoglio devono aver perso tutti la testa. La conclusione della vicenda, ancorché grottesca, da commedia all’italiana, è agghiacciante. Nel giro di 72 ore e mentre la città è ancora sotto lo shock delle rivelazioni sull’affaire dei rifiuti e del loro dominus Cerroni, il sindaco Marino si è scelto un presidente dell’Ama di stretta osservanza Pd dopo aver giocato con pacchi di curricula. Il prescelto aveva dato prova di sé occupandosi di rifiuti in alcune realtà territoriali minori del Nord e aveva taciuto, pare, su una piccola questione ancora aperta con la giustizia, traffico di rifiuti. Con tutto quello che sta succedendo Marino si mette in casa un indagato e gli affida un’azienda di ottomila persone. Oggi Strozzi minimizza e per togliere tutti dall’imbarazzo si dimette (lo ha già fatto altre due volte nel corso della carriera, significherà qualcosa?), ma la questione resta ed è enorme, in una città traumatizzata dalle rivelazione e dagli scandali Ama, Atac, etc. Il partito se ne lava le mani pilatescamente, l’assessore all’ambiente e il sindaco pensano di cavarsela così? Dopo aver sprezzantemente voluto insegnare al mondo come si scelgono le figure apicali? Aveva già toppato con il comandante dei vigili, il sindaco-chirurgo, si è fatto venire da fuori il portavoce e gli assessori-chiave per manifestare l’indipendenza da chi lo ha posto sul trono. Oggi il Pd, sconvolto per la perdita di credibilità e di consenso, preoccupato per gli sviluppi elettorali del flop di Marino, cerca di irretirlo, gli impone regole e paletti, di fatto, senza dirlo ad alta voce lo commissaria. Marino non poteva non sapere, aveva il dovere di informarsi e di scavare a fondo. Con un atto di presunzione evidentemente non lo ha fatto. Perdono tutti. Si può affidare la capitale a gente così? Può un partito imbranato, impacciato, pasticcione e arrogante come il Pd pensare di governare il Paese? Perché il passaggio logico è secco, stringente. Si tratta della stessa famiglia che non riesce a sollevare il paese. Meglio mandare tutti a casa e ricominciare. Ma con chi?

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