IL PERSONAGGIO/Pancalli: chi l'ha visto? Ma la colpa non è sua - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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IL PERSONAGGIO/Pancalli: chi l’ha visto? Ma la colpa non è sua

Nominato assessore alla qualtà della vita e allo sport si è visto chiudere tutti gli spazi. E si è anche stufato

Luca Pancalli

Luca Pancalli

Uno dei suoi più recenti atti di presenza – quasi una risposta a “se ci sei batti un colpo” – è stato una dichiarazione sulla candidatura di Roma per l’organizzazione dei Giochi olimpici del 2024, dichiarazione che è stata peraltro la conferma di una precedente presa di posizione dello scorso autunno. “Non è ora il momento di iniziare questo percorso” la condivisibilissima affermazione di Luca Pancalli, assessore alla qualità della vita e allo sport; oltre che dei grandi eventi. Un uomo con il vissuto, anche personale, e l’intelligenza di Luca Pancalli è infatti il primo a sapere che non sarà certo una Olimpiade a risolvere gli immensi problemi della Capitale; e che, anzi, soltanto dopo aver risolto questi problemi, o almeno averli avviati a soluzione, Roma potrà a fare il bis di Roma Sessanta., cioè ridiventare olimpica. Medesimo realismo che si ritrova anche in una recentissima dichiarazione su un tema che coinvolge almeno la metà dei romani, quella romanista, sul costruendo stadio della squadra giallorossa. “Le notizie sono quelle che si leggono sui giornali. Ci siamo incontrati con il presidente Pallotta, il sindaco Marino l’ha incontrato in Campidoglio, è stata presentata l’idea progettuale ed il tutto è stato rinviato ad un incontro futuro”. Certo non si possono scoprire in queste parole sintomi demagogici o di ricerca di facile consenso. Per trovare chi non ha il medesimo lodevole senso della misura, in Campidoglio, bisogna andare a sbattere, indovinate un po?, nientedimeno che sul sindaco Ignazio Marino.

Ma torniamo a Pancalli. I giornali parlano poco di lui; e lui, e questo è un fatto positivo, non si sbraccia certo per apparire in primo piano. Sui giornali e su internet, di notizie che testimonino il lavoro dell’assessore ce ne sono ben poche. Ci sono quelle relative al nuovo stadio (pronto per la stagione 2016-2017? Difficile…) e alla candidatura olimpica, sulla quale Pancalli ha osservato che Roma è partita “di corsa e con troppo slancio”. Faremmo un errore, ha aggiunto, “se valutassimo possibile la corsa alle Olimpiadi con la situazione economica attuale. Bisogna capire una cosa: Roma ha bisogno di un sistema urbanistico che deve fare a prescindere dalle Olimpiadi”. Parole che dicono chiaro che prima si deve cercare di uscire dalla crisi generale (e per questo ci vuole una politica seria da parte del governo nazionale) e che Roma Capitale esca dalla crisi che la tiene sull’orlo del commissariamento. E poi, perché, sono sempre parole di Pancalli, i tempi degli impianti sportivi “cattedrali nel deserto” sono finiti, e anche gli impianti sportivi vanno visti in una prospettiva di infrastrutture destinate a far crescere la città (e la sua economia, e la sua qualità della vita) e non a favorire questo o quello contro quest’altro o quell’altro.

Come detto poche notizie, su Pancalli. Una, però, ci ha colpito e divertito; non è un messaggio politico ma culturale. In un messaggio agli organizzatori di una “corsa futurista” creata nel 2009 per celebrare il centenario della nascita del movimento futurista ideato da Filippo Tommaso Marinetti, e la cui quinta edizione si è svolta nell’ottobre scorso nella pianeta di Castelfusano, sulla distanza di dieci chilometri (dal primo al quarto: tutti marocchini) l’Assessore ha scritto, in tono alato, che “Sempre più lo sport deve essere portatore di valori positivi e volano di accrescimento culturale. In quest’ottica la Corsa Futurista in notturna, alla sua V edizione, rappresenta un’occasione per veicolare i valori legati all’ENERGIA in tutte le sue forme, a partire dalla velocità dell’uomo nella corsa; al significato della LUCE presente sempre, anche durante una corsa notturna; senza dimenticare la divulgazione del messaggio ECOLOGICO da leggere nella modalità di svolgimento della corsa nell’isola pedonale della pineta di Castelfusano”.

Un messaggio che colpisce per l’agilità mentale del suo autore. E questo ci fa nascere un dubbio. Luca Pancalli non è uomo che si piange addosso. E’ stato uno sportivo di valore che già molti vedevano olimpionico e poi, dopo l’infortunio che l’ha reso tetraplegico, un avvocato che ha saputo esprimersi ai massimi livelli. Molti forse non lo ricordano, ma Pancalli, classe 1964, era un pentatleta della nazionale juniores che nel giugno 1981, durante una gara al Prater di Vienna, cadde da cavallo spezzandosi il collo. Carrozzella a vita: “Tornavo a casa. Sei mesi in un centro di riabilitazione in Austria. Alla porta c’era mamma: ‘Non pensare di essere diverso dai tuoi fratelli’. Furono le sue prime parole. Quelle per le quali non smetterò mai di dirle grazie”. Era la fine di un carriera sportiva proseguita poi nelle Paraolimpiadi con sette medaglie d’oro nel nuoto: due a Los Angels, tre a Seul, due ad Atlanta) prima del successo nella professione di avvocato che l’ha portato ad essere vicesegretario del Coni e commissario straordinario della Federazione italiana giuoco calcio (al posto di Guido Rossi). E’ stato tra i promotori della Città dello sport paralimpico, impianto modello a livello mondiale in fase di costruzione alle Tre Fontane, a Roma. E’ presidente del comitato Paralimpico italiano.

Ora, ripetiamo un dubbio sorge. Perché Marino ha chiamato nella sua Giunta un personaggio di questo spessore? Non certo per guadagnare consensi: Pancalli non è di parte, cioè non fa riferimento ad alcun partito, e quindi non porta “truppe cammellate” di elettori. Se lo ha chiamato, pensiamo avesse delle idee chiare sui compiti da affidargli quando lo ha fatto assessore “alla qualità della vita, sport e benessere”. E questo significa che se Pancalli poco ha detto e fatto finora, è perché non ci sono per lui spazi di lavoro né grandi prospettive di azione per il futuro, perché a dettare il da farsi è il lavoro da fare per portare Roma fuori dalla crisi che la paralizza. Insomma, Pancalli può occuparsi soltanto dei 152 sportivi impianti comunali e dei 680 impianti convenzionali (comprese le palestre scolastiche) che sono sotto la sua responsabilità. La colpa della sua “assenza” insomma sembrerebbe più da addebitare al Primo Cittadino della Capitale piuttosto che a lui.   Carlo Rebecchi

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