San Felice Circeo tra ritardi e illegalità - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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San Felice Circeo tra ritardi e illegalità

Ira contro Petrucci-Schettino

Il sindaco di San Felice Circeo, Gianni Petrucci

Il sindaco di San Felice Circeo, Gianni Petrucci

Ennesima sberla ad indirizzo del sindaco di San Felice Circeo, Gianni Petrucci. In concomitanza con il caos relativo al licenziamento dei dipendenti per via del dissesto economico, arriva dalla minoranza una richiesta che non ha bisogno di essere interpreta: lo scioglimento dell’amministrazione.

A scrivere al prefetto di Latina ed al ministero dell’Interno i consiglieri di minoranza Giuseppe Schiboni, Monia Di Cosimo, Vincenzo Cerasoli. Gli esponenti comunali, tra cui due ex sindaci, comunicano di aver fatto istanza alle Autorità competenti di vigilanza e controllo degli Enti locali di scioglimento del Consiglio Comunale per Gravi e persistenti violazione di legge.

Scrivono i tre: «Questa pesante richiesta scaturisce, oltre che da continue inosservanze dei disposti normativi, soprattutto dal mancato adempimento di integrazione “dell’ Ipotesi di bilancio riequilibrato” che il testo unico per gli enti locali sanziona con lo scioglimento del Consiglio Comunale “ quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico”. In parole povere per la seconda volta non hanno rispettato i termini perentori per la presentazione del “Bilancio Riequilibrato”. Termine questa volta scaduto il 01 Febbraio 2014 senza che l’Amministrazione abbia provveduto nemmeno alla convocazione del necessario Consiglio Comunale».

E concludono, con una immagine poco edificante di Gianni Petrucci alla capitan Schettino: «Mentre la nave, San Felice Circeo, giace incastrata tra le secche dell’incapacità amministrativa e gli scogli dell’arroganza, il Nostro Comandante, al pari di un altro più famoso di lui, è scappato con la scialuppa verso i tranquilli lidi romani.»

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