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E se Caporossi pesta i piedi a qualcuno?

L'ospedale Goretti di Latina

L’ospedale Goretti di Latina

Costruiremo una nuova sanita’ su un territorio che, da questo punto di vista, e’ fermo da quaranta anni”. Cosi’ il nuovo direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi si era presentato alla stampa poco meno di un mese fa. Dichiarazione impegnativa, giudizio pesante sul passato che non è passato inosservato. Poi il manager ha cominciato a sondare il territorio.Caporossi non è di primo pelo, ha maturato la sua esperienza su tre regioni e con incarichi diversi ha gestito cinque aziende sanitarie. Ma il Pontino è particolarmente complesso “L’ospedale Goretti di Latina ha carenze strutturali ma si puo’ intervenire per razionalizzare le spese e per riorganizzare, questo va fatto subito, il pronto soccorso attualmente inadeguato. I tempi di attesa vanno rivisti e i pazienti devono avere risposte su casi che, molto spesso, attualmente finiscono per essere gestiti in qualche ospedale romano- dice – “Gli sprechi vanno limitati e noi faremo la nostra parte. Certamente serve tempo ma quello che e’ certo e’ che non si puo’ pensare ad un nuovo modello di sanita’ senza tenere in considerazione il ruolo dei medici di famiglia anche attraverso le Case della Salute”. Il manager fa anche riferimento al rapporto tra l’azienda e l’Universita’ La Sapienza che a Latina ha una facolta’ di medicina con laboratori e praticanti che sono ospitati, per la quasi totalita’, nella struttura privata dell’Icot del gruppo Giomi. “Questi doppioni –  afferma Caporossi – devono finire. Per questo dobbiamo ritrovare una giusta convivenza tra l’Universita’ e i sanitari del Goretti, convivenza che, a mio modo di vedere, e’ certamente un valore aggiunto”. Manuel Miraglia, patron della Icot, avrà tremato e Luigi Frati, rettore in uscita della Sapienza che considera il Pontino, tra Latina e Sabaudia, cosa sua si sarà certamente irritato per l’ingerenza. Ma Caporossi al di là della fedeltà alla linea di condotta richiesta da Zingaretti rischia di essere un osso duro. Sezze è perduta e si è trasformata in una fragile Casa della Salute, ma Fondi-Gaeta-Formia-Minturno-Terracina? Il ridimensionamento di questa pletora di strutture sanitarie è nei fatti, le questioni di campanile trasformano la provincia in un terreno minato, la riorganizzazione armonica del quadrante sud pontino rischia di costare lacrime e sangue

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