Musée d’Orsay. Capolavori al Vittoriano - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Musée d’Orsay. Capolavori al Vittoriano

Degas ballerine che salgono una scala

 

Edgard Degas, Ballerine che salgono la scala 1870

Edgard Degas, Ballerine che salgono la scala 1870

La tentazione è quella di fermarsi ed ascoltare il fruscio dei tutù che le ballerine, leggere, indossano trepidanti, nell’attesa di salire quella scala che le porterà sul palco. Un attimo sospeso tra luce e colore che Degas ha saputo cogliere tra il 1886 e il 1890 con straordinaria maestria. “Ballerine che salgono una scala” è una delle 63 opere provenienti dal parigino Museo d’Orsay, in mostra fino al prossimo 8 giugno al Museo del Vittoriano di Roma.
Le sole Danseuses varrebbero la visita, ma davvero c’è molto altro. Per scoprirlo basta seguire il percorso dell’esposizione, organizzata da Comunicare Organizzando ed articolata in cinque sezioni che racchiudono opere realizzate tra il 1848 e il 1914, tutte custodite nel museo parigino lambito dalla Senna, che nella sua attuale sistemazione porta la firma della nostra GaeAulenti.
Ed ecco dunque l’artedei Salon, nucleo originario della collezione del Musée d’Orsay, a confronto diretto con l’emergente arte realista: nella stessa sala capolavori dell’Accademia come “La casta Susanna” di Jean-Jacques Henner e la sorprendente “Donna nuda con cane” di Gustave Courbet che davvero segna l’inizio di un’altra epoca. E se l’universo femminile trova una diversa interpretazione nelle opere dei realisti, la trasformazione dal classicismo all’impressionismo investe ugualmente paesaggi e scene di vita quotidiana, come testimoniano le opere della seconda sezione, con le leggere “Ninfe danzanti” di Corot e la vivissima “Lavandaia” di Guigou, ritratta di spalle. Giocano luci, ombre e colori nel “Cortile di fattoria in Normandia” firmato da Claude Monet, non lontano dalla prediletta Argenteuil. E anche la vita contemporanea, alla quale è dedicata la terza sezione della mostra, sembra acquistare suoni e profumi e rumori nel gioco magistrale delle pennellate. Impossibile non fermarsi davanti all’”Orchestra dell’Opéra” di Degas o agli occhi scintillanti di “Berthe Morisot con un mazzo di violette”, ritratta da Edouard Manet. Le “Ragazze al pianoforte” di Pierre Auguste Renoir sembrano sul punto di sfiorare i tasti con le dita.
Gli stati d’animo sono invece il comune denominatore della quarte sezione, dove il linguaggio pittorico impressionista, con l’avvicinarsi del Novecento, già sfuma verso il simbolismo del nuovo secolo. Ecco allora il ritratto visionario di Paul Gauguin firmato da Odilon Redon, dove l’universo onirico del suo autore sembra annullare la forma e il colore stessi. L’eredità di Monet, Degas, Manet, Renoir alimenta le opere ospitate nell’ultima sezione, a cavallo tra due secoli, tra impressionismo ed avanguardia. Impossibile non citare “Il Circo” di Seurat, “L’Italiana” di Vincent Van Gogh e “Il Pasto” di Paul Gauguin. E così via, di capolavoro in capolavoro.

Musée dOrsay. Capolavori
Fino all’8 giugno 2014
Complesso del Vittoriano
Via S. Pietro in Carcere – Fori Imperiali
Roma
Biglietti da € 9 a € 12
Info: 06 6780664

Maria Pia Miscio

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