Quel pasticciaccio brutto di Farmacap - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Quel pasticciaccio brutto di Farmacap

Si dimette il presidente Saraceni, arriva in prestito dalla Regione un commissario (Alvaro) che si occupa di infanzia/adolescenza. Il disavanzo viene in parte dai servizi (sociali) che l’Azienda garantisce a duemila utenti in difficoltà e che il Comune non finanzia più. Tra due mesi si rifanno i conti, poi si va sul mercato

Il caso-Farmacap è un piccolo scandalo fortemente esemplificativo della strategia politico-amministrativa del sindaco Marino (se è proprio lui a decidere) e della sua Giunta. La rete delle farmacie comunali svolge un ruolo fondamentale sul territorio e in un momento di profonda crisi economica e sociale potrebbe e dovrebbe avere un peso importante. Ma proprio per i servizi accessori (sociali) che svolge i conti non tornano, il bilancio va comunque ripianato (15 milioni). L’azienda, ripulita, può essere messa sul mercato? La farmacia è un servizio sempre utile,  appetibile sul piano commerciale, si può fare. D’altra parte il Governo impone di riportare i conti generali in ordine, di fare cassa, di liberarsi di una buona fetta di partecipate. C’è un presidente che veste la casacca dell’opposizione, Vincenzo Saraceni. Docente universitario, ex assessore alla sanità con giunta di centro destra, può essere tranquillamente essere fatto fuori. Lui anticipa il sindaco, garbata lettera di dimissioni che passa sotto silenzio e nel giro di quarantotto ore arriva la nomina di un commissario. Che di mestiere ha poco da spartire con le farmacie, ma che importa, ha una lunga carriera all’interno delle strutture municipali, è il garante dell’infanzia per la Regione Lazio, con sei persone di staff  e un ufficio stampa. Ha prodotto poco, pochissimo in questo ambito, ma non ha perso un convegno né una pubblica occasione di dibattito. E tanto basta. Non è un manager, non è un risanatore, non è un tagliatore di teste. Garantirà un paio di mesi di controllo, poi chissà.  Dovendo tagliare e risparmiare si è scelto di privarsi di una azienda che fornisce un servizio, utile alla collettività. Che con questi chiari di luna esistenziali andrebbe rafforzata, integrata. Sostenuta. Non c’è logica, se non quella del potere. E il piano di dismissioni comincia così.

Un commissario per due mesi

Francesco Alvaro

Francesco Alvaro

La scorsa settimana il sindaco di Roma Ignazio Marino ha firmato l’ordinanza – la numero 42 del 2014 – che nomina Francesco Alvaro Commissario Straordinario dell’Azienda Farmacosociosanitaria Capitolina Farmacap. L’incarico, che verrà svolto a titolo gratuito, avrà la durata massima di sessanta giorni in attesa della nomina dei componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’azienda, che verranno selezionati tramite l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse emesso dal Campidoglio lo scorso 25 febbraio. La nomina di un Commissario Straordinario si è resa necessaria  – si legge in una nota del Campidoglio – in considerazione della preoccupante situazione economica e finanziaria dell’azienda, caratterizzata da gravi perdite economiche accumulate negli anni passati. Lo scorso 6 marzo infatti, in occasione dell’approvazione dei bilanci 2010, 2011 e 2012 di Farmacap, l’Assemblea Capitolina ha dato mandato all’azienda di redigere entro tre mesi un nuovo piano industriale al fine di rimettere in equilibrio i conti. Il Commissario, oltre alla gestione ordinaria, provvederà, quindi, anche alla stesura dei documenti necessari a valutare lo sviluppo futuro dell’azienda. Francesco Alvaro, psicologo, giornalista pubblicista e docente universitario – scrive ancora il Campidoglio – ha un curriculum con oltre quarant’anni di esperienza nel settore delle politiche sociali, ha ricoperto più volte la direzione dell’apposito dipartimento di Roma Capitale collaborando anche con la stessa Farmacap. Alvaro è da sette anni il Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio. Ha seguito cinque progetti e pubblicato due report sui minori. Prima di questo inatteso incarico – di traghettatore, è evidente – non aveva avuto modo di farsi conoscere, di emergere al di fuori della ristretta cerchia di addetti ai lavori. Sarà in grado di tenere in rotta, sia pure per poche settimane, la nave di Farmacap?

Alvaro, oggetto misterioso

Ma chi è Francesco Alvaro, neo commissario straordinario di Farmacap, l’ Azienda che gestisce l’attività di 44 farmacie comunali? E’ personaggio in grado di gestire una materia così delicata? La struttura presenta un bilancio in rosso di 15 milioni di euro ripianato nei giorni scorsi coi soldi di Roma Capitale (grazie al decreto Salva Roma). Alvaro è un perfetto sconosciuto al di fuori dell’ambito ristretto degli addetti ai lavori. Non esiste, almeno non è stato prodotto un curriculum. O, almeno, quello che per definizione si chiama tale, in formato europeo. Ma il personaggio – nato 75 anni fa in Calabria –  è stato direttore del dipartimento V del comune di Roma prima di essere nominato (sempre dal Pd) alla Regione Lazio nel 2007 nel ruolo prestigiosissimo di Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza, poltrona che tuttora ricopre. Non si sa quanto percepisca dalla Regione Lazio: alla faccia della legge sulla cosiddetta Trasparenza. Sul sito web della Regione  non appare neppure l’atto di nomina, figuriamoci la retribuzione. In sette anni il Garante dell’Infanzia Alvaro ha prodotto due report sui minori e seguito cinque progetti ministeriali. Non si sa con quali risultati alla luce del quotidiano Far West nel settore, vista la continua emergenza dei bambini tolti alle famiglie di origine dal Tribunale dei minori e posti in case famiglie. In compenso il garante Alvaro possiede un “signor ufficio” con sei dipendenti e perfino un’addetta stampa. Il sindaco Marino nel comunicato stampa inviato ai media per far conoscere la nomina dell’ex funzionario del comune, in sostituzione del prof. Saraceni (dimessosi da presidente Farmacap qualche giorno fa) continua nell’ostinato comportamento di non informare i cittadini. Nel comunicato del Campidoglio si sottolinea che l’incarico del commissario Farmacap sarà a titolo gratuito: in effetti non dovrebbe poter essere altrimenti, perché sarebbe contro legge la doppia retribuzione da parte della pubblica amministrazione (Regione Lazio e Comune di Roma). Alvaro probabilmente è anche pensionato Inps. Probabilmente, perché dei suoi dati anagrafici, dove è nato e quando, non c’è traccia.. Ma queste informazioni non sono alla luce del giorno perché gli amministratori di Roma capitale “dimenticano” di far sapere alla pubblica opinione le anomalie di certe scelte. E questo modus operandi – certo – non fa bene a quella che si definisce una politica democratica.

Giuseppe Cecchini

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