“Sgomberata” via Ramazzini, ma è soltanto un primo passo - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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“Sgomberata” via Ramazzini, ma è soltanto un primo passo

Altre centinaia di camper e roulotte occupano le vie di Roma

roulotte-2Su via Ramazzini non ci sono più le roulotte dei clochard (a dir la verità ne è rimasta una, ma dovrebbe essere rimossa nei prossimi giorni). Dopo tre anni  i cittadini del quartiere hanno ottenuto quel che volevano, la Polizia Municipale del comandante Clemente ha fatto il suo dovere. La leva legislativa utilizzata non è stato il dpr 380/2001 (testo unico sull’edilizia), come chiedeva Marco Giudici – consigliere e presidente della commissione trasparenza del Municipio XII – bensì, semplicemente, il Codice della Strada. ‘La prima richiesta di intervento, mia e di Roberto Santori (all’epoca presidente della commissione sicurezza del Comune), risale a due anni e mezzo fa – racconta Giudici – e ipotizzava il reato di abuso edilizio. Il dpr 380 prevede sanzioni dai 5mila ai 50mila euro, e se si fosse applicato alle circa 2mila roulotte sparse per la Capitale, il Comune avrebbe incassato decine di milioni di euro’. Il consigliere, in ogni caso, non nasconde la sua soddisfazione per il risultato finalmente ottenuto grazie alla collaborazione della Polizia Municipale – intervenuta in commissione Trasparenza pochi giorni prima dello sgombero – ma avverte: ‘Abbiamo risolto solo una parte del problema. Il codice della strada non permette di risolvere la questione su larga scala. Ad esempio, il Viale delle Mura Gianicolensi, su cui è permessa la sosta degli autoveicoli, è occupato da decine di roulotte’. Se i camper non occupano una superficie superiore a quando sono in marcia, sono equiparate dal codice agli altri mezzi di trasporto e rientrano quindi nei confini della legalità. ‘Quelle norme – continua Giudici – non tengono conto di fattori come il decoro: i parcheggi utilizzati sono sottostanti le mura storiche del diciassettesimo secolo (le mura Gianicolensi, appunto). Buon gusto vorrebbe che le roulotte non fossero tutte ammassate in quel punto ma semmai sparse per il quartiere. Rimaniamo convinti che quello sia un reato di abuso edilizio, e non si può perseguire un reato con il solo codice della strada’. Il problema riguarda anche la sicurezza: è difficile tutelare adeguatamente gli abitanti di questi villaggi su ruote. Proprio su via Ramazzini, nel 2012, un clochard è morto intrappolato in una roulotte. D’altra parte capita che in mezzo alle brave persone si mimetizzino nuclei dediti alla microcriminalità e all’accattonaggio molesto. Ma soprattutto è un problema che andrebbe affrontato su larga scala, a livello di amministrazione comunale: ‘Il comandante Clemente – afferma Giudici – con cui comunico giornalmente anche tramite Twitter, mi ha riferito che ha intenzione di affrontare il problema ‘a tappeto’. La politica, però, deve favorire, anzi, stimolare un controllo diffuso e generalizzato sul territorio. Ho recentemente chiesto le dimissioni dell’assessore alle politiche sociali Cutini, perchè secondo me portatore di istanze contrarie. C’è un conflitto di interessi evidente: è esponente di un mondo, quello del volontariato – Rita Cutini è da sempre vicina alla Comunità di Sant’Egidio, il cui simbolo campeggia su molte delle roulette che occupano le strade della Capitale – che ha nel tempo favorito e agevolato l’insediamento dei clochard secondo queste modalità. Non credo voglia scoperchiare questo Vaso di Pandora’.

 

Lorenzo Marziali

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