La strana storia del San Filippo Neri - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

La strana storia del San Filippo Neri

Da un anno e mezzo senza direttore generale, Zingaretti finge di ignorarne l’esistenza. E intanto si riducono i servizi

ospedale-san-filippo-neriCosa sta accadendo al S.Filippo Neri?  L’Azienda ospedaliera di Roma Nord rientra in qualche piano “riservato” di riorganizzazione sanitaria regionale (o capitolina) ? Difficile parlarne, bocche cucite , sorrisi imbarazzati. Come può finire nell’ombra un ospedale di altissimo profilo come il S.Filippo Neri? Qualcosa scricchiola, ma non è chiaro dove sia la falla. Due estati fa Domenico Alessio, arrivato in quell’ospedale con l’irruenza che gli è propria e con intenzioni bellicose nel giro di poche settimane fu convinto da Renata Polverini e dal rettore della Sapienza Luigi Frati a passare al Policlinico Universitario Umberto I. Un passaggio lampo, poche settimane e il top manager si trovò a rimboccarsi le maniche per rimettere in mare una delle ammiraglie della sanità capitolina. Dal San Filippo si portò dietro il direttore amministrativo,  Marta Branca. E a Roma Nord tutto rimase nelle mani (capaci perlatro) del facente funzioni Filippo Sommella. Che è ancora lì, ad amministrare l’ospedale in attesa che qualcuno decida cosa farne. E’ finita una giunta, quella Polverini, la successiva, guidata da Zingaretti è al giro di boa del primo anno. Ma non è successo niente, grigia routine, naturalmente senza la possibilità di prendere decisioni importanti, ma con una lenta, costante, quasi impercettibile riduzione di servizi. Qualche rubinetto chiuso da una parte, qualche contratto non rinnovato dall’altra. E nessun ingresso di nuovo management. Perché il governatore Zingaretti non manda a governare l’azienda ospedaliera  qualcuno dei selezionati nella short list?  Non  ci sono contratti in scadenza, c’è un vuoto di potere. A meno che, appunto, non ci sia sotto dell’altro che ai comuni mortali viene tenuto accuratamente nascosto.  Intanto accadono cose apparentemente strane, come denuncia ad esempio Assotutela: “E’ profondamente preoccupante la mole di notizie che continuano ad arrivare alla nostra associazione sulla prossima chiusura del reparto di reumatologia del San Filippo Neri. Intenzione che sarebbe tutta nell’idea del commissario Lorenzo Sommella che però dovrà spiegare quali vantaggi economici ci saranno per l’azienda ospedaliera e per il Servizio sanitario regionale. Senza contate che i tanti pazienti in cura si dovranno prodigare per trovare un’altra collocazione d’eccellenza, dichiara il presidente di AssoTutela, Michel Emi Maritato. “E’ doveroso quindi, che la Regione Lazio spieghi quali siano le vere intenzioni sulla sorte del reparto di reumatologia e quale verità si cela dietro alle voci che indicano la clinica Columbus come possibile destinataria del servizio. Anche perché, questa caso specifico – precisa Maritato – dev’essere analizzato e trattato con cura contando che persone gravemente ammalate possano cercarsi un reparto lontano da casa. Tuttavia è il caso di evidenziare che la storia della Columbus seppure buona clinica non è del tutto equiparabile alla specializzazione del reparto del San Filippo Neri dove il dottor Granata e il dottor Raco sono valentissimi reumatologici con tantissimi anni di esperienza e di vita di reparto. Diversamente la Regione Lazio e il governatore Nicola Zingaretti per primo dovrà sincerarsi come potrà dislocare pazienti gravi e fondi per farmaci costosi ad una struttura in convenzione ossia che viene retribuita spostando risorse dal Servizio sanitario regionale a una struttura privata”. “Inevitabile enumerando questi elementi fare la dovuta chiarezza. Ricordiamoci che non si parla solo dei cento pazienti in cura con farmaci biologici ma dei tantissimi malati, oltre 3.500 in cura al San Filippo da anni. Si tratta di pazienti che soffrono di dolore cronico, disabili, invalidi, persone in terapia del dolore, persone con ossa deformate dall’artrite, con problemi seri di deambulazione” Ecco – conclude Maritato – la Regione Lazio e il governatore Zingaretti diano risposte a loro. Subito”.

Abbiamo riportato per intero la nota di Assotutela perché ha degli elementi di novità, pone nomi e cognomi, avanza interrogativi seri ed inquietanti. Dalla Regione, ovviamente, silenzio di tomba. Che conclusioni devono trarre i cittadini?

Giulio Terzi

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