SPORCHE PROMESSE - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

SPORCHE PROMESSE

Guai a stare male, ad essere soli, ad essere soli, malati e anziani non autosufficienti in questa città, guai ad essere disoccupati, senza una casa, costretti ad “arrangiarsi”. Roma ti stritola e poi ti ignora. C’è il volontariato, certo, c’è la solidarietà, c’è lo spirito di accoglienza. Ma non basta e comunque dovrebbero essere elementi supplementari.

PAG01_14Anziani soli e solo parzialmente autosufficienti,  anziani malati di tutte le patologie degenerative possibili o solo di quella vecchiaia che ti toglie le forze e ti impedisce di pensare e di reagire. E ancora malati, famiglie in difficoltà e abbandonate a se stesse. Dolore e sofferenza sono ovunque, nelle periferie e nei quartieri residenziali. Nella indifferenza generale. Gli amministratori pensano ad altro. O non sanno che fare. Servizi zero o quasi, idee scarsissime. Ma non è una attenuante, non può costituire un alibi. Non basta un intervento-spot, un centro inaugurato e lasciato a marcire, una promessa. C’è il caso, i giornali denunciano, raccolgono le dichiarazioni. Tutto finisce lì. Tutti fingono di non sapere, di non capire che si tratta della emergenza vera, del problema principale. Perché coinvolge la vita, la salute, il presente e il futuro di centinaia di migliaia di persone. Che rappresentano la fascia debole della popolazione, la meno tutelata e protetta, la più condizionabile, la meno reattiva. Abbiamo aperto un fronte, la settimana scorsa, intendiamo andare avanti, approfondire, esporre, suggerire, denunciare. C’è il lavoratore disoccupato che con dignità racconta il suo stare per strada, c’è il genitore disperato che ammazza il figlio disabile per uscire dal tunnel dell’angoscia, ci sono tanti soggetti deboli che non hanno voce. La scorsa settimana l’assessore Cutini ha detto che serve fare qualcosa, che “sta lavorando”. Una sensazione di movimento che gli amministratori, i politici cercano di dare per lasciar credere alla gente che una soluzione arriverà. La presidente della Commissione Politiche Sociali del Campidoglio Erica Battaglia da queste colonne era stata più chiara, aveva indicato cifre, strategie, necessità. Il quadro generale, numeri e proiezioni in mano, è disperata e disperante. Le realtà operative sono una goccia nel mare. Il nostro obiettivo è ipotizzare e contribuire una rete di assistenza domiciliare a maglie strette che metta al riparo la parte più debole della collettività . Partiamo da qui, proviamo ad approfondire. Il più prestigioso centro di ricerche sociali del Paese, il Censis, ci dà una mano, il vice-direttore Carla Collicelli in queste pagine dice che ne pensa, fa la sua analisi, offre il suo contributo di analisi. Cercheremo più avanti delle risposte, cercheremo di realizzare una mappa dell’esistente – in termini di disagio e di risorse – e di offrire delle prospettive per il futuro. Giovanni Tagliapietra

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