Movimenti per la casa e sgomberi, la schizofrenia del Campidoglio - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Movimenti per la casa e sgomberi, la schizofrenia del Campidoglio

editoriale_casaIl diritto alla casa è sacrosanto, ma lo è altrettanto il rispetto della legge. In Campidoglio le regole e le leggi le fanno i Nieri e i Peciola, vecchi guerrieri Sel convinti che la rivoluzione sia sempre dietro l’angolo e che quello che per loro è giusto e sacrosanto sia legge per tutti e vada conquistato se serve con la forza. A discapito di tutto. La magistratura la pensa in modo differente, è convinta che i Movimenti per la casa commettano dei reati, che i loro capi gestiscano traffici illeciti e sfruttino la massa di manovra di sbandati e diseredati. I conti non tornano, dunque. Sbagliano anche i magistrati, solo Peciola e Nieri sono portatori della verità? Occupare abusivamente una casa e commettere una serie di illeciti non è ammissibile. I cattivi non sono i celerini chiamati ad eseguire gli ordini, questo è poco ma sicuro. I cattivi sono quelli che sul devastante fenomeno della emarginazione ci marciano, politicamente e non solo. Ci sono famiglie che hanno bisogno/diritto di una abitazione degna e ci sono famiglie che non dovrebbero nemmeno essere sul suolo italiano, che hanno il diritto di essere aiutate per un senso di umanità, per solidarietà. In modo adeguato e in un contesto adeguato. Non a scapito di altri. La materia va affrontata e gestita in un contesto di dibattito politico e di confronto amministrativo. Non si tratta di milioni di persone ma di alcune centinaia, forse qualche migliaio di individui ai quali si possono dare risposte precise, individuali. Devono essere alloggiati in stabili di proprietà del Comune? A che condizioni? Chi deve provvedere? Con quali soldi? Devono garantire qualcosa? Devono lavorare? Devono essere mantenuti stabilmente? Tutte domande alle quali serve dare preliminarmente una risposta. Poi si protrà procedere oltre, senza naturalmente mettere da parte e retrocedere quelle decine di migliaia di cittadini “regolari” che hanno i requisiti e le condizioni per essere collocati nelle case popolari. Si può negare loro un diritto di prelazione e di urgenza? Di tutto questo devono occuparsi Nieri e Peciola, che in questo momento stanno tenendo in ostaggio la Giunta di Marino parteggiando clamorosamente pubblicamente per i movimenti per la casa. Ma c’è l’altro aspetto della questione. Da anni con un tacito accordo senza casa e sbandati di ogni tipo hanno progressivamente occupato, sistemato, blindato una serie di edifici pubblici e privati facendoli loro. Fenomeno tollerato dalle autorità, che non hanno tagliato utenze di luce ed acqua e non hanno proceduto a sgomberi. Un approccio un po’ troppo spericolato e disinvolto ha lentamente trasformato queste occupazioni, questi interventi fuorilegge in atti di fatto legittimati dalla volontà popolare, una sorta di riappropriazione, di “liberazione” dalle grinfie del capitale. Sono diventati fortini dell’anarchia e della autodeterminazione, centri di politica e cultura, una sorta di antistato. Tutto questo sotto gli occhi di tutti, naturalmente. Una illegalità legalizzata dall’atteggiamento inerte dell’autorità. Nell’ultima stagione i movimenti hanno deciso di cambiare tattica e strategia, hanno alzato il tiro e la posta. Operazioni mordi e fuggi, occupazioni di disturbo, coagulando attorno a loro una massa di manovra crescente. Basta vedere l’esercito degli occupanti da vicino. Ci sono i professionisti del genere, duri, facce da “ex” qualchecosa, organizzati e strutturati. E poi la miseria degli sbandati, delle famiglie disperate, regolari e irregolari, rifugiati e clandestini, tutti insieme. Non hanno nulla da perdere. C’è qualcuno dietro? Chissà. Intanto Alzetta (ex consigliere comunale) Peciola e Nieri su tutto questo hanno costruito una solida carriera. Marino se l’è cercata, non va compatito né capito. Deve governare. Senza imbarazzi. O togliere il disturbo

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