LETTERE AL CORRIERE - Quel degrado in Prati nel mancato rispetto delle regole - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

LETTERE AL CORRIERE – Quel degrado in Prati nel mancato rispetto delle regole

suk_coladirienzoSono rimasto molto deluso dal fatto che le reiterate, argomentate e documentate denunce del “Corriere di Roma” (condivise e provate anche da migliaia di romani) sul cronico degrado di via Cola di Rienzo e adiacenze non abbiano sortito alcun effetto. Neanche minimo.
Mi aspettavo una qualche reazione da parte delle istituzioni, dei cosiddetti “controllori”. Nulla! Encefalogramma istituzionale piatto!
Che vorrà dire questo? A pensar male…!
Sta di fatto che i rilevanti mancati introiti per un Comune ormai alla bancarotta, oltre che il degrado, il caos e lo sporco tutti assieme non fanno quella che, per noi cittadini-contribuenti onesti e paganti, è e resta una lampante notizia di uno o più reati compiuti sul suolo pubblico!
In passato per molto meno nei palazzi di Giustizia si apriva un fascicolo.
Ora, a quanto pare, non è più così. O non lo è, almeno per pochi.
Perché per tutti gli altri le sanzioni arrivano stra-puntuali e talvolta illegalmente.
Faccio un banale esempio. Le strisce blu di sosta a pagamento. Il Comune esige anticipatamente che sia pagato il parcheggio. E gli introiti non debbono essere banali. Anzi!
Ma la legge, ossia il Codice della Strada, prevede in modo chiaro che i relativi proventi abbiano precise destinazioni per migliorare la sosta. Vanno investiti!
Il Comune Capitolino, invece, incassa e non investe come prevede la legge.
Una delle conseguenze è che in molte zone di Roma le strisce blu, non essendoci stata alcuna manutenzione, svanisco materialmente. Non si vedono, non sono più la prova di uno status. Logorate, consumate da auto e intemperie se non danneggiate da lavori stradali.
In poche parole, non “dicono” all’automobilista che là per parcheggiare bisogna pagare.
E lui, lo sventurato, posteggia pensando che in quel posto, non delimitato in modo palese, la sosta sia non onerosa.
I cartelli, infatti, danno una indicazione di norma, ma non di estensione nello spazio della sua applicazione. Cioè per quanti metri valgono.
Così non paga, forte anche del fatto che il citato Codice della Strada prevede in modo esplicito che ci siano zone di sosta gratuita, strisce bianche, accanto a quella a pagamento.
Ma di tutto questo, delle incuria nella delimitazione e individuazione delle zone con sosta a pagamento (strisce blu), della certezza del diritto data dalle distinzioni fatte dalle strisce, all’ausiliario del traffico non importa nulla.
Lui multa a pettine, inesorabilmente, implacabilmente, non tralasciando alcunché, senza guardare per terra, nel vero senso della parola. Che ci siano le strisce blu o che non ci siano proprio perché logorate dal tempo!
L’importante è fare cassa!
Preoccupazioni che i “vigilini’ o gli agenti della Polizia Municipale Capitolina, però, assolutamente non hanno quando debbono sanzionare gli abusivi che, ad esempio, in via Cola di Rienzo e dintorni parcheggiano i loro furgoni sulle strisce blu non solo non pagano la sosta, ma neppure l’assicurazione se non la tassa di proprietà. Tutti mancati introiti per le casse pubbliche. E sostano non solo i mezzi, ma anche gli scatoloni, gli espositori, le giacenze di magazzino, i rifiuti. Senza pagare.
Insomma, tutti elementi che fanno parecchio storcere il naso a cittadini e automobilisti già vessati da un fisco esoso, anzi tra i più esosi del Continente, da inefficienze degli uffici pubblici e dai disservizi del sistema pubblico, dalla sanità ai trasporti.
E poi ci si chiede perché sistematicamente cala l’affluenza alle urne.
Dario de Marchi
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