Chirurgia odontoiatrica al quinto posto fra quelle a rischio - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Chirurgia odontoiatrica al quinto posto fra quelle a rischio

dentisti2Un milione di italiani si sottopone ogni anno a interventi di chirurgia odontoiatrica per inserire impianti, risolvere malattie gengivali gravi, migliorare l’estetica della bocca con una spesa complessiva che supera 1,3 miliardi di euro. Ma secondo recenti stime del Tribunale dei diritti del malato, sono 50mila i pazienti costretti ogni anno a tornare dal dentista per rimediare a problemi conseguenti a operazioni alla bocca. E la chirurgia odontoiatrica si colloca al quinto posto tra le chirurgie a rischio. Per ridurre errori e complicanze, arriva la prima checklist di sala operatoria pensata su misura per lo studio del dentista, uno dei pilastri della campagna ‘Per sorridere insieme’, promossa dalla Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp) e al via oggi in tutta Italia. Dentisti come i piloti d’aereo. «Per la prima volta al mondo – spiega in una nota Maurizio Tonetti, presidente Sidp – avranno 35 punti ‘critici’ da controllare prima, durante e dopo l’operazione. Così una migliore organizzazione e formazione dell’intero studio dentistico può ridurre la quota di insuccessi senza aggravi di costo. Spesso infatti le complicanze non si verificano per un errore grave, ma per il sommarsi degli effetti negativi di alcune piccole ‘sviste che la checklist aiuta a evitare, prendendo in considerazione tutti i momenti chiave dove è più probabile sbagliare». Secondo le stime i costi aggiuntivi per problemi postoperatori o risultati inferiori alle attese possono superare i 100 milioni di euro, fra le spese per la seconda operazione e le giornate di lavoro perse.

Un sondaggio della Sidp, segnala che in oltre il 60% di questi casi i problemi sono estetici, nel 46% si perde il dente o l’impianto, nel 37% si sviluppa un’infezione. Sotto accusa, si legge nella nota, soprattutto gli impianti ‘low-cost’ e le infezioni dovute al trattamento di una zona come la bocca ad alto rischio di contaminazione batterica. Il progetto Sidp prevede di informare i 59mila dentisti italiani, e di coinvolgere in più di 100 corsi di aggiornamento gratuiti i 18mila dentisti che eseguono chirurgia parodontale o implantare nel loro studio. «Nel 91% dei casi – rileva Tonetti – per una seconda operazione si spende di più, nel 58% dei pazienti il conto aumenta della metà, in quattro su dieci addirittura raddoppia. Il 20% dei nostri pazienti preferirebbe evitare la chirurgia proprio perchè ha sentito da amici e conoscenti della possibilità che qualcosa vada storto. Questa percezione sbagliata rischia di allontanare una fetta importante della nostra popolazione dalle terapie più moderne e efficaci che possono davvero fare la differenza».

email

Bisogna effettuare il login per inviare un commento Login