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Il Chianti? Ora va di moda berlo a 16 gradi

chiantiPastoso, profumato e gustoso, è il nettare rosso toscano. Ora è anche fresco. E chi l’ha detto che durante l’estate si bevono solo vino bianco e cocktail? Il Consorzio Vino Chianti dà il via alla seconda edizione di “Chianti fresco: gustalo a 16 gradi”. Così, anche quest’anno, la Capitale ospita il vino toscano per eccellenza seguendo una semplice ma fondamentale regola: la temperatura. Contro il caldo cocente estivo e come alternativa al bianco, ora il Chianti si servirà fresco, come appena uscito dalla cantina.

L’iniziativa è stata presentata stamattina a palazzo Ferrajoli, nel pieno centro di Roma, con la presenza del presidente del Consorzio Chianti Giovanni Busi, il responsabile marketing del Consorzio Lorenzo Tersi, il presidente dell’Accademia della Cultura Enogastromica Giorgio Tupini, e Claudio Pica vicepresidente di Fiepet Confesercenti. Il gadget più amato è stato il braccialetto “conta gradi”, per controllare la temperatura effettiva della bottiglia che viene servita. Tra gli ospiti, anche  il presidente di Gambero Rosso Paolo Cuccia che si è complimentato con Busi per l’accattivante progetto, ma chiede “Cosa pensa di fare il Chianti per l’Expo?”. Domanda subito accolta dal presidente del Consorzio che senza indugi risponde polemico: “Sono indietro con i lavori e quindi anche noi siamo indietro con i pensieri. Fino a qualche mese fa non si sapeva neanche se ci sarebbe stato il padiglione vino perché in Italia non conta niente e poi, in ritardo, se ne sono accorti”. E aggiunge: “Sicuramente il Chianti ci sarà, è assurdo pensare a un Expo senza Chianti”.

Stando ai dati forniti dal Consorzio stesso, sono 8 milioni le bottiglie vendute al mese e in tutto sono 100 milioni all’anno. Di questi, una grande parte (il 70% circa) viene esportato, il 16% viene diffuso nel libero mercato italiano e il 14% arriva sugli scaffali italiani. E sono 3800 le aziende che producono questo vino toscano. Con orgoglio, Busi rivela che il consumo del vino non è affatto diminuito rispetto allo scorso anno. “Il costo del vino sfuso però, che lo scorso anno stava sugli 80 euro, ora è a 160 euro l’ettolitro”, ha spiegato Busi. Nonostante il costo raddoppiato, quindi, gli italiani e non solo continuano a bere il Chianti. Insomma, il marchio si è riposizionato nel mercato e punta sui giovani perché sono “i nostri consumatori del domani”. Ormai, i giovani sono abituati a bere superalcolici freddi e ghiacciati, così il Chianti si rinnova e segue la moda del momento.

Per sapere quali sono i sessanta ristoranti e le enoteche che aderiscono al progetto, si può consultare il sito http://www.consorziovinochianti.it/eventi/chianti-gustalo-fresco. Inoltre, il 21 giugno al via il tour “Botteghiamo”, alla scoperta della sapienza artigiana nel cuore di Roma con degustazioni doc. Il Chianti fresco vi aspetterà direttamente sul tavolo con tanto di bracciale “calcola gradi”. L’iniziativa si svolgerà nel cuore della città di Roma, con la preziosa collaborazione di CO.VI.RO., insieme all’Arte dei Vinattieri, all’Accademia della Cultura Gastronomica e a Botteghiamo.

Sara Stefanini

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