Salario accessorio, Marino si scaglia contro le "strane indennità" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Salario accessorio, non si placa la polemica. Marino: “Basta a strane indennità”

marino_sindaco_greenSono ancora distanti, nonostante la ripresa del dialogo, le posizioni tra sindacati e Campidoglio sul nuovo contratto decentrato, quello che prevede il taglio delle indennità più »strampalate« dei dipendenti comunali e la conseguente revisione del salario accessorio, ad oggi percepito indistintamente da tutti i 24.000 dipendenti di palazzo Senatorio. Le organizzazioni sindacali – che il prossimo 5 settembre incontreranno il sindaco Marino – temono un »taglio del 50%«, mentre il vicesindaco Luigi Nieri, responsabile del personale, stronca gli allarmismi specificando che per il 2014 i fondi per il salario accessorio sono stati gli stessi del 2013, vale a dire 148 milioni. »Ai quali – sottolinea lo stesso Nieri – si aggiungono gli 8.334.000 non spesi nel 2013 e che ora «sono a disposizione per essere utilizzati per progetti specifici di produttività, volti al miglioramento e allo sviluppo dei servizi ai cittadini». La posizione del sindaco Ignazio Marino è chiara è oggi l’ha ribadita: «In passato si è cercato un consenso spicciolo. Queste indennità mica me le sono inventate io. Ci saranno stati sindaci nel passato che hanno firmato affinchè ci fosse l’indennità ad esempio per le maestre per appendere gli avvisi in bacheca. O addirittura c’è un’indennità per l’effettiva presenza in servizio. Queste cose certamente generano consenso. Io ho firmato invece un contratto diverso dove le persone guadagneranno sulla base di tutto l’impegno che ci metteranno. Se una persona farà meglio dovrà guadagnare di più». E ad analizzare la situazione del nuovo contratto decentrato ci pensa una lunga nota ufficiale del Campidoglio, in cui vengono snocciolati numeri e cifre di quello che sarà il futuro stipendio dei dipendenti comunali. I vigili urbani dovranno rassegnarsi e rinunciare all’indennità per il lavaggio della divisa e a quella per la cosiddetta semi-notte che il vecchio contratto faceva partire alle 16, quando il tramonto è ben lontano dall’orizzonte. Niente più indennità per i colloqui con i genitori o le affissioni degli avvisi in bacheca, invece, per le maestre, mentre i tecnici amministrativi non saranno più «premiati» per il rientro in ufficio al pomeriggio, obbligo già previsto dal contratto. Spariscono, dunque, le indennità considerate illegittime non solo dal Ministero dell’Economia e dalla Corte dei Conti, «ma anche dalla stessa normativa nazionale», come sottolineano fonti del Campidoglio. L’intenzione di Marino è quella di eliminare i «fondi a pioggia» e premiare il merito. Per questo vengono previsti due tipi di produttività, una di sistema – che ogni dipendente percepirà al raggiungimento di un obiettivo minimo – ed una finalizzata al miglioramento dei servizi – che sarà distribuita in base al contributo dato. Ma non solo, la giunta capitolina intende combattere anche assenteismo e lassismo nella pubblica amministrazione, eliminando il salario accessorio a chi non lo merita e redistribuendolo ai dipendenti più meritevoli, il cui lavoro sarà valutato dai dirigenti in «adeguato», «buono» ed «elevato». In futuro, però, il Campidoglio non esclude anche il coinvolgimento da parte dei cittadini, che potranno giudicare l’operato dei dipendenti comunali.

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