Opera, sindacati: "Muti tradito, ma non da noi" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Opera, sindacati: “Muti tradito, ma non da noi”

Uno stipendio da 2100 euro per i professori d’orchestra al massimo grado di anzianità; 1800 euro per i cantanti del coro; in più, contratto nazionale fermo da 10 anni e nessuna indennità: le sigle sindacali Slc-Cgil e Fials-Cisal del Teatro dell’Opera di Roma non ci stanno a passare per privilegiate e questa mattina in conferenza stampa hanno sbattuto sul tavolo buste paga e Cud degli artisti. In un momento in cui l’ente lirico romano è spaccato a metà, con il comparto artistico e quello amministrativo in lite e le accuse reciproche che fioccano tra i vari sindacati su di chi sia la colpa dell’addio del Maestro Muti, i toni sono esasperati e i volti cupi. Ma per Cgil e Fials la responsabilità di queste divisioni tra i lavoratori così come delle dimissioni di Muti sono a senso unico e vanno ascritte al management del Teatro (una governance «di bassa lega», con il Sovrintendente Fuortes che «avvelena i pozzi spaccando le organizzazioni sindacali», si legge in una nota) e alle istituzioni (Mibact, Regione Lazio e Comune di Roma). Ecco perchè questa mattina di fronte alla stampa tante sono state le recriminazioni: «Muti ha lasciato l’Opera perchè è stato tradito: mancano 30 persone all’organico dell’orchestra e i tagli sono un attacco alla sua persona», ha dichiarato Lorella Pieralli (Fials). «L’orchestra è una Ferrari, Muti è Schumacher ma il resto del teatro è rimasto indietro», ha affermato ancora, aggiungendo che «Marino ha sottovalutato la presenza del Maestro a Roma, cosi come ha fatto anche Zingaretti, mentre Fuortes è arrivato qui dopo un’esperienza disastrosa da Commissario a Bari, lasciando dietro di sè debiti e lavoratori che si picchiano». La sindacalista ha continuato ad attaccare con toni duri le istituzioni: «lo Stato dovrebbe mantenere in sicurezza il personale e mandare i manager in doppio petto a fare fund raising: con Muti in casa chiunque riuscirebbe a trovare risorse». E ha concluso riferendosi al Sindaco di Roma e all’ipotesi di chiusura del teatro: «se Marino farà del male all’Opera di Roma ne porterà le stigmate per sempre e passerà alla storia come il Sindaco che ha tolto alla Capitale il suo teatro».

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