Teatro Opera, musicista scrive a Franceschini: "Ci ripensi" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Teatro Opera, musicista scrive a Franceschini: “Ci ripensi”

«Licenziando un’orchestra, si annulla la storia». Così di può sintetizzare la lunga lettera aperta che Michele Spellucci, violoncellista freelance di 32 anni, ha scritto al ministro della Cultura Franceschini facendo ciò che definisce «i conti della serva». Spellucci, diplomato al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e specializzato a Vienna, e che oggi ha rinunciato quasi del tutto a suonare «perchè non ci si campa con la musica», spiega l’unicità del Teatro dell’Opera: «La parte stabile di una compagnia costruisce giorno dopo giorno un’amalgama sonora che la contraddistingue e la differenzia dagli altri Teatri». E poi mette nero su bianco quelli che definisce i ‘conti della servà: Nel bilancio del Teatro, alla voce salari e stipendi, «sono previsti 24 milioni di euro. Secondo i calcoli i 419 assunti a tempo indeterminato al teatro, e non parlo solo di orchestra e coro, costano in totale circa 14 milioni di euro l’anno. Come si arriva a 24? Presto detto, con gli 8 milioni che vengono elargiti per pagare tre figure: direttori d’orchestra, registi e cantanti. Un milione è per la dirigenza. 8 milioni di cachet contro 6 milioni di stipendi di 182 persone, coro e orchestra. Abbiamo quindi individuato una prima malattia, gli stipendi galattici di pochi individui». Il violoncellista freelance si chiede nella lettera inoltre perchè «un’opera come il Rigoletto abbia avuto così poche repliche in una città come Roma. A Vienna la Tosca è alla 573esima replica con lo stesso allestimento. I dirigenti dei teatri esteri hanno ben capito che le opere per essere produttive devono essere rappresentate anche 600 volte se funzionano. Perchè così il teatro fa cassa». Per Spellucci «l’allestimento scellerato di nuove opere invece non fa altro che alimentare il meccanismo perverso del dispendio a solo beneficio di registi estrosi chiamati a creare scenografie enormemente costose e a totale discapito dell’Ente teatrale, specialmente se poi se ne fanno pochissime repliche. Vediamo come si comporta il nostro teatro nella stagione 2014: Elisir d’amore, allestimento Teatro dell’Opera, 6 repliche; Ernani, nuovo allestimento, 7 repliche; Lago dei Cigni, nuovo allestimento, 11 repliche; Manon Lescaut, nuovo allestimento, 5 repliche; Rigoletto, nuovo allestimento, 10 repliche». Infine, «com’è possibile che si arrivi al licenziamento in tronco di 182 dipendenti in un Ente che ininterrottamente, malgrado i tagli continui del finanziamento statale, presenta dal 2000 un bilancio in attivo? A questo punto appare scellerata la gestione». «La invito – conclude il violoncellista rivolgendosi al Ministro – a smentire questa lettera o ad ammettere di aver preso una decisione scellerata».(

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