Vulcaniche emozioni, a Roma arriva il vino dei Colli Euganei | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Vulcaniche emozioni, a Roma arriva il vino dei Colli Euganei

C’è chi ha definito il paesaggio dei Colli Euganei »il segreto meglio custodito d’Italia«, per altri sono »isole fiorite« o più semplicemente »le colline di Venezia«. Da questo territorio di origine vulcanica, inserito all’interno di un Parco regionale della provincia di Padova, arrivano le gemme enologiche che porteranno a Roma »Vulcaniche emozioni«. Così si chiama la manifestazione che, sabato 8 novembre e domenica 9, promuoverà in otto enoteche della capitale questi calici veneti che hanno nel »Fior d’Arancio« – nelle versioni secco, spumante dolce, e passito – il loro portabandiera. Il percorso sensoriale, organizzato da Athenaeum e da Inmedia in collaborazione col Consorzio Vini Doc Colli Euganei e la Camera di Commercio di Padova, si apre con due laboratori gratuiti, su prenotazione, presso le enoteche Trimani Wine Bar e Baccano, due indirizzi-cult per gli amanti del vino. Per poi esplodere domenica 9 nelle Sale del gusto de Il Palazzetto dove, a ingresso libero, gli enoappassionati potranno conoscere i produttori e scoprire alcune prelibatezze dell’artigianato alimentare dei Colli Euganei: olio, salumi, dolci, prodotti da forno. Tra questi, il pluripremiato panettone della Pasticceria Giotto del Carcere di Padova con uvetta aromatizzata al Fior D’Arancio che esprime tutta la carica aromatica delle uve moscato. Una specialità che arriva nelle tavole del pontefice, prima con Benedetto XVI e ora con papa Francesco. In totale l’area vitata della Doc Colli Euganei conta 3mila ettari, per un totale di bottiglie prodotte pari a 9 milioni, secondo dati del Consorzio di tutela che stima un potenziale di 25 milioni di bottiglie. Attualmente sono circa 400 i produttori di uve, ma solo un centinaio con etichette proprie. »Il nostro è un mercato di nicchia, ma vogliamo far crescere il territorio« ha detto il vice presidente consortile Raffaele Cristofanon, nel segnalare la forte crescita del Fior d’arancio, e rarità come il vitigno Carmenere che si trova solo nel Nord-Est e in Cile. Tra i progetti, l’istituzione di un Museo del Vino presso la sede del Consorzio, una prospettiva di rilancio per il territorio dopo »una annata difficile climaticamente tra i filari, che si è chiusa con una vendemmia decorosa«.

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