Il Pd stringe Marino: "Il cambio di passo unica via d'uscita". Presto la nuova giunta ma Gentiloni pronto alla scalta del Campidoglio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Il Pd stringe Marino: “Cambio di passo unica via” Presto la nuova giunta, ma Gentiloni è pronto alla scalata del Campidoglio

Il sindaco si prepara a varare la nuova squadra di governo ma non intende rinunciare alla sua fedelissima Cattoi e al vice Nieri, su cui arriva l'altolà di Sel

– Dopo il pomeriggio delle contestazioni a Tor Sapienza, quella di domani sarà un’altra giornata difficile per Ignazio Marino, forse decisiva. Una resa dei conti in piena regola su tutti i fronti: con i residenti di Tor Sapienza, che incontrerà in mattinata, con il suo partito che oggi ha chiesto «un riassetto radicale della giunta in tempi rapidissimi» e che vedrà prima di andare in aula a relazionare sull’ormai noto affaire multe. E stavolta Marino, per non restare più isolato di quello che è ora, sarà costretto ad accontentare le richieste del partito romano: la nuova giunta potrebbe essere già formalizzata entro la settimana. Per recuperare punti inoltre il sindaco potrebbe annunciare domani ai consiglieri prima, e in aula poi, di aver già pagato parte delle multe alla sua Panda rossa, almeno quelle più controverse. Oltre al cambio degli assessori, il gruppo del Pd chiede anche «una nuova agenda programmatica», e non abbassa i toni: «Mettiamoci in sintonia con la città perchè la gente ancora distingue tra Pd e Marino». E dunque il cambio ci sarà: quasi sicuramente usciranno l’assessore allo sport Luca Pancalli e quella -contestatissima in questi giorni- al sociale Rita Cutini; in bilico anche la fedelissima di Marino Alessandra Cattoi visto che Paolo Masini, attuale assessore ai lavori pubblici, potrebbe andare al suo posto alla Scuola. Maurizio Pucci, già uomo dell’amministrazione Rutelli, potrebbe andare ai lavori pubblici. Cambio di delega in vista anche per Daniele Ozzimo che potrebbe andare alle politiche sociali lasciando la delega della Casa. Marino, sicuro, si batterà per non fare uscire dalla giunta Cattoi, che forse si dovrà accontentare di una delega leggera come il turismo o potrebbe prendere il posto di Estella Marino, data anche lei in uscita, all’Ambiente. Altro punto su cui Marino è deciso a non mollare è quella della poltrona del vicesindaco Luigi Nieri. Oggi arriva anche l’altolà di Sel: «Certo è singolare che il capro espiatorio sia proprio Nieri, che si è battuto tanto su questi temi delicati in questo anno e mezzo, a dispetto di tante problematiche», dice il capogruppo Gianluca Peciola, che attacca proprio la Cattoi: «Ci sono altre debolezze a Roma, non Nieri: ad esempio l’assessore alla scuola che, pur bravissima, deve imparare a dialogare con insegnanti, o le politiche sociali, insufficienti e che bisogna potenziare». E poi un vicesindaco forte come Walter Tocci sarebbe un commissariamento difficile da mandare giù per un Marino che fino a ieri dice «nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta, nessuno me lo chiederà». Il partito nazionale intanto sta a guardare e la tentazione è proprio quella di non immischiarsi nelle già complicate faccende romane. Forse Lorenzo Guerini dirà proprio questo a Ignazio Marino con il consiglio, inevitabile a questo punto, di andare avanti. Ma se tutto dovesse, fra qualche mese precipitare, qualcuno giura che il ministro Paolo Gentiloni potrebbe essere il candidato perfetto.

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