A Palazzo Braschi una mostra in memoria di Nino Manfredi | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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A Palazzo Braschi una mostra in memoria di Nino Manfredi

nino_manfrediSi è aperta il 13 novembre scorso, presso Palazzo Braschi, una mostra dedicata ad uno dei più grandi attori del cinema italiano: Nino Manfredi. Con il titolo “Nino!” la mostra vuole ripercorrere i momenti più significativi del celebre personaggio venuto a mancare esattamente dieci anni fa. Camilla Benvenuti e Sarah Masten, assieme alla collaborazione dell’architetto Maria Francesca Marasà si sono ripromesse di “accompagnare” i visitatori in una sorta di “dietro le quinte”, facendo conoscere gli aspetti più nascosti del popolare attore, attraverso un percorso fotografico e multimediale. Dieci le sale da visitare, ad ognuna delle quali è legata una sfaccettatura dell’artista supportata da testimonianze di colleghi che lo hanno conosciuto ed amato, come Enrico Brignano, Alessandro Benvenuti, Ornella Vanoni, Lina Wertmuller e quelle dei figli, Luca e Roberta. Tra i tanti ricordi, la pancia del pescecane con la scrivania di Geppetto usate per lo sceneggiato “Pinocchio” diretto da Luigi Comencini, un filmato girato da Willy Colombini durante la tournée del celeberrimo musical “Rugantino”, in cui Manfredi interpretava la parte del protagonista e che ha aperto, per così dire, la strada a tutte le edizioni che negli anni si sono succedute. Oltre a queste testimonianze, un’altra realizzata dal figlio Luca con una pellicola Super8, girata in casa dell’attore ed intitolata “80 anni di attore” e ancora un brano musicale registrato poco tempo prima che Manfredi morisse ed un centinaio di stampe fotografiche oltre a tre ricostruzioni scenografiche. Ma l’omaggio a Nino Manfredi è stato portato anche oltreoceano: infatti la mostra ha toccato mete come Hollywood, Parigi, Buenos Aires per poi rientrare in Italia al Festival di Venezia e adesso a Roma. Insomma un riconoscimento ad un Attore che, partito da Castro dei Volsci in Ciociaria, aveva fin da tenera età mostrato molta attitudine per lo spettacolo e poca, come lui stesso ha più volte raccontato, per lo studio: in un’intervista rivelò di essere stato superato al liceo dal fratello più piccolo, Dante, che “zompava le classi” mentre lui veniva regolarmente bocciato e che, all’università, si laureò in Giurisprudenza “Artistica” dopo aver promesso e confessato ai professori che non sarebbe mai diventato avvocato e che stava studiando presso l’Accademia d’arte drammatica. Dopo l’Accademia tanti lavoretti che hanno determinato la sua gavetta attraverso la “Rivista”, passando per piccole parti anche in film di successo come ad esempio “Totò, Peppino e la malafemmina”, fino al successo strepitoso del 1959 con “Canzonissima” al fianco di Delia Scala e Paolo Panelli. Da lì, un trionfo dietro l’altro, attraverso il cinema, il teatro, la televisione ed anche il canto col celeberrimo brano “Tanto pe’ cantà” e molti altri. L’amore da parte del pubblico che non è mai mancato, ha accompagnato Saturnino (questo il suo vero nome) sino al giorno della sua partenza verso il paradiso degli Artisti dove, con Sordi, Gassman, Tognazzi e tanti altri avrà sicuramente allietato con le sue battute tutti gli angeli presenti. La realizzazione della mostra è stata possibile grazie alla partnership con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e grazie ai contributi di Lavazza, Fondazione Fendi, Ministero Beni e Attività Culturali e Camera di Commercio ed è patrocinata dai Ministeri Affari Esteri, Beni e Attività Culturali e dalla Regione Lazio. I Servizi Museali sono di Zètema Progetto Cultura. Sarà possibile visitare l’esposizione fino al 6 gennaio dal martedì alla domenica con orario 10,00 – 20,00.

Stefano Boeris

 

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