Ztl, Cna: "Per gli artigiani del pronto intervento i costi sono triplicati, Improta ci ascolti" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Ztl, Cna: “Per gli artigiani del pronto intervento i costi sono triplicati, Improta ci ascolti”

«Abbiamo sollecitato all’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, un incontro per definire il taglio dei costi per la ZTL», così in una nota Claudio Di Simone, presidente Cna Impiantisti di Roma: «Gli aumenti sono insopportabili per noi artigiani del pronto intervento. Molti di noi saranno costretti a rifiutare richieste nel centro storico. E se si rompe un ascensore, un impianto elettrico o un tubo, non si potrà più contare su di noi». Nel centro storico, calcola Cna di Roma, «più di 5mila accedono per garantire servizi essenziali a oltre 125mila residenti e a migliaia di imprese, enti e istituzioni». Secondo Cna, «con gli ultimi incrementi tariffari previsti dal Campidoglio, un termoidraulico, un ascensorista o un elettricista hanno subito un aumento medio superiore al 200% rispetto alle precedenti tariffe. Col paradosso che per i veicoli meno inquinanti, a GPL e metano, l’incremento è stato addirittura del 270%. C’è ad esempio chi arriva a pagare fino a oltre 2.800 euro. Senza contare il costo a carico degli oltre 3mila artigiani che esercitano l’attività all’interno della ZTL, costretti a subire un aumento del 250%. Infine, i permessi giornalieri, schizzati da 22 a 73 euro, cui vanno aggiunti bolli, diritto fisso e diritto di istruttoria. Tanto vale lasciare il veicolo a casa e rinunciare a lavorare. Sono soprattutto i piccoli a essere penalizzati, non potendo ammortizzare le spese. Cna Roma calcola ad esempio che se un installatore ha 200 clienti nella zona ZTL a cui effettua la manutenzione degli impianti (il contratto annuale di manutenzione ha un costo medio di 140-150 euro/anno) avrà un ricavo tra i 28.000 e i 30.000 euro. Considerando che occorrono minimo due mezzi (uno almeno di scorta), il costo di accesso sarebbe di 2.900 euro, pari al 10% del fatturato che è normalmente il margine di profitto di un’azienda del settore. Senza contare che i rincari che si vanno ad aggiungere all’incremento del 1.600% piombato sugli artigiani nel 2006, che già allora ha determinato una contrazione dei margini economici per le realtà minori: tanti impiantisti del pronto intervento, per via di questi costi, sono stati costretti a rifiutare interventi all’interno delle aree ZTL». «Gli ulteriori aumenti», secondo Di Simone «sono insopportabili e insostenibili per le piccole e medie imprese che entrano nelle ZTL per lavorare. Con il recente provvedimento soltanto le grandi imprese saranno capaci di ammortizzare i costi, spalmandoli sui numerosi interventi garantiti dai grossi contratti di manutenzione e assistenza».

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