L'Eliseo di Barbareschi: teatro pop e musica con Santa Cecilia | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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L’Eliseo di Barbareschi: teatro pop e musica con Santa Cecilia

Un teatro Eliseo che «fa male vedere oggi con le saracinesche abbassate» ma che presto riaprirà in una nuova veste, «quella ‘pop’, popolare, che hanno tutti i teatri del mondo». Quella delle tragedie greche, dove «c’erano lacrime, sangue, catarsi e vita», perchè «i teatri non sono luoghi di culto ma devono poter essere accessibili ad un pubblico eterogeneo». In una frase, «l’Eliseo sarà l’eccezione culturale italiana». Parola di Luca Barbareschi, neo direttore artistico dello storico Teatro di via Nazionale, che oggi ha mostrato il perchè la sala non possa essere riaperta, come si augurava, entro pochi giorni: «È inagibile», spiega mostrando come la pioggia entri in più punti dal soffitto, «il palcoscenico è devastato e la messa in sicurezza è da rifare». Ha le idee chiare Barbareschi, all’alba dei suoi 60 anni racconta di aver recitato e prodotto spettacoli in tutti i teatri del mondo: «Voglio rompere il meccanismo dei teatri aperti secondo l’anno scolastico, e cioè chiusi in estate, come accade in Italia. I teatri devono vivere tutto l’anno. Farò anche una battaglia affinchè gli spettacoli dell’Eliseo comincino alle 19.30, per venire incontro alle esigenze di chi lavora». Non solo, il progetto prevede anche la realizzazione nel teatro di via Nazionale di «un ristorante meraviglioso». L’idea di Barbareschi è quella di riaprire l’Eliseo entro 5 mesi con un cartellone ricco e personalità d’eccezione «che già si sono rese disponibili ma i cui nomi farò solo tra qualche mese. L’accordo con Mibact, Comune e Regione è di fare dell’Eliseo un teatro ‘Tric’, ovvero un teatro regionale di interesse culturale dove poter agire con tante skills, ovvero possibilità diverse e dare vita a un mio sogno, una fattoria di idee» e che sia in sinergia con tutti i teatri. Non solo teatro, ma anche musica, nell’idea di Barbareschi: «Ieri sera ho chiuso un accordo con Santa Cecilia: ci sarà anche musica al teatro Eliseo. Una volta a settimana, immagino, al grande Eliseo sarà ospitata la musica sinfonica e al piccolo Eliseo quella da camera. Daremo inoltre la possibilità di suonare e avere un confronto col pubblico a chi è all’ultimo anno di conservatorio l’Eliseo ospiterà inoltre sei mini opere liriche per dare la possibilità ai librettisti contemporanei di avere accesso al pubblico». E poi la voglia di portare fuori dai confini dell’Italia «gli spettacoli d’eccellenza». Barbareschi fa i nomi di Gabriele Lavia e Umberto Orsini, li vorrebbe vedere calcare il palcoscenico del ‘suò teatro. Un teatro tra classico e contemporaneo, «in cui il pubblico venga riabituato a leggere un testo». La ‘macchinà del teatro arriverà a costare, secondo le previsioni del direttore artistico, «5 milioni di euro all’anno, più altri 600mila per i lavori di ristrutturazione e 700mila per la campagna di lancio. La squadra dell’Eliseo – fa sapere ancora – sarà formata da 24-30 persone». Per ora un solo annuncio. Gianpiero Fontana sarà il direttore generale. Una parola è andata anche agli abbonati di questa sfortunata stagione teatrale: «Spero che facciano una class action. In ogni caso è un problema che non riguarda me. Nessuno, un mese fa ha avvisato gli abbonati che non ci sarebbero stati più questa stagione. Mi auguro che 450.000 euro vengano restituiti in forma di prodotto a chi li ha sento dire in tal senso che gli hanno riprogrammati in un altro luogo». Ma lo sguardo di Barbareschi è ormai solo rivolto al futuro: «Ci auguriamo che Expo abbia un occhio di riguardo per l’operazione che stiamo facendo all’Eliseo. Sto salvando un teatro».

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