Esquilino, nasce a Roma il museo Villa Wolkonksy | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Esquilino, nasce a Roma il museo Villa Wolkonksy

Una visita guidata al museo delle Serre e una conferenza con la partecipazione di studiosi e archeologi inglesi e italiani. Residenza dal 1947 dell’ambasciatore britannico a Roma, la splendida Villa Wolkonksy all’Esquilino apre le sue porte, domani, per presentare la collezione di reperti archeologici ritrovati nel giardino della villa. E alla presentazione è annunciata la presenza del ministro della cultura Dario Franceschini. Costruita nei primi decenni dell’Ottocento per la principessa russa Zinaida Volkonskij, moglie dell’aiutante di campo dello zar Alessandro I di Russia, poi di proprietà della famiglia Campanari, quindi del governo tedesco, la villa è stata acquistata dal governo inglese nel 1951. È immersa in un grande giardino nel quale si trovano anche alcune arcate del’acquedotto di Nerone e reperti romani. Domani, dopo la visita al museo delle Serre Wolkonksy guidata dai restauratori Stefano Volta e Silvia Simeti e dalla curatrice della collezione Valentina Puglisi, ci sarà la conferenza con la partecipazione di Amanda Claridge, professore alla Royal Holloway, University of London («The Villa Wolkonsky in the Roman period»)di Sir John Shepherd, già ambsciatore brittanico a Roma («The Villa Wolkonsky and its Treasures») dell’architetto Valentina Puglisi, Curatrice della Collezione («Il Restauro della collezione»), di Dirk Booms, curatore del British Museum («The Significance of the Villa Wolkonsky collection») e di Christopher Smith, Direttore della British School («Consigning of photographic archive to DAI»). Dopo i saluti dell’ambasciatore britannico Christopher Prentice e la dedica di una targa anche un buffet e la visita del giardino.

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Una risposta a Esquilino, nasce a Roma il museo Villa Wolkonksy

  1. pierluigi 11 dicembre 2014 a 17:09

    La sede dell’ambasciata britannica è ingiustificatamente smisurata; l’ambasciata dovrebbe essere spostata in un edificio più consono, e il Parco dovrebbe tornare alla Città.

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