Mafia capitale, l'interesse del Nero Carminati per il procuratore Pignatone: "Butta all'aria la città" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Mafia capitale, l’interesse del Nero Carminati per il procuratore Pignatone: “Butta all’aria la città”

Idee chiarissime quelle del «capoclan» nel confronti dell'alto magistrato. «In Calabria ha capottato tutto», ha aggiunto, spingendosi a dire che «non si fa inglobà dalla politica»

– Il «Re di Roma» Massimo Carminati seguiva tutto ciò accadeva in città e temeva l’arrivo del nuovo procuratore, Giuseppe Pignatone. Carminati, per gli inquirenti il capo della ‘Mafia Capitalè, era attento a qualsiasi cambiamento di cariche e ruoli nell’amministrazione pubblica e, di conseguenza anche in quella giudiziaria. L’ex Nar ha «manifestato» nel marzo del 2012, interesse per la nomina del nuovo capo dei pm di piazzale Clodio. In un’ intercettazione ambientale carpita nella sua automobile, nel gennaio del 2012, Carminati parlando di Pignatone, dice che «non giocava», e che «avrebbe buttato all’aria Roma». Idee chiarissime quelle del «capoclan» nel confronti dell’alto magistrato. «In Calabria ha capottato tutto», ha aggiunto, spingendosi a dire che «non si fa inglobà dalla politica». Ed è proprio negli uffici del procuratore capo che oggi il sindaco di Roma si è intrattenuto per un incontro al termine del quale il primo cittadino ha consegnato un dossier con documenti che potrebbero dare nuovo impulso all’attività di indagine sulla Mafia Capitale. L’incartamento è all’attenzione del capo dei pm e presto smisterà il dossier ai sostituti che lavorano sulla banda criminale guidata da Massimo Carminati. Carte che riguardano appalti e gare e potranno, nelle intenzioni del sindaco, «essere utile alle indagini». Nei mesi scorsi il sindaco di Roma si è più volte recato negli uffici del procuratore per depositare una serie di esposti in particolare riguardati i ritardi per la costruzione della metro C e su presunti illeciti in Ama, la municipalizzata che si occupa dei rifiuti e della gestione dello smaltimento dell’ immondizia dopo la chiusura della discarica di Malagrotta, e gli arresti di Manlio Cerroni e dei suoi collaboratori. E proprio all’Ama, dove la cupola faceva grandi affari grazie anche alle entrature con l’ex amministratore delegato Franco Panzironi, arrestato, oggi è arrivata un’unità della Guardia di Finanza in servizio nell’area Vigilanza contratti dell’ Anticorruzione: hanno acquisito documenti su appalti affidati a cooperative. Come quello sulla raccolta delle foglie. L’ipotesi è quella di commissariare i singoli appalti sospetti non potendo l’Ama, essendo una municipalizzata, essere commissariata. I pm sono, intanto, al lavoro sul furto di un personal computer avvenuto in un ufficio del Servizio giardini del Campidoglio. Gli accertamenti sono affidati ai sostituti titolari dell’indagine sul gruppo criminale di Massimo Carminati. Obiettivo di chi indaga è capire se il furto abbia una relazione con la vicenda della cupola mafiosa che ruota intorno alla figura dell’ex terrorista nero. Per quanto riguarda l’attività istruttoria si sono conclusi gli interrogatori di garanzia degli arrestati ai domiciliari. Due di loro, Marco Placidi, impiegato nel comune di Sant’Oreste, e Raniero Lucci, dipendente di una cooperativa, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre altri due, Sergio Menichelli, sindaco di Sant’Oreste, e Mario Schina, consigliere della cooperativa ‘Il percorsò, hanno respinto le accuse. È infine fissata per domani l’udienza del tribunale del Riesame per un gruppo di indagati tra cui lo stesso Carminati.

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