Sulla Roma pesa l'addio alla Champions: contro il Genoa i giallorossi cercano il riscatto | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Sulla Roma pesa l’addio alla Champions: contro il Genoa i giallorossi cercano il riscatto

Delusione sportiva per un sogno che svanisce, consapevolezza societaria per un processo di crescita ormai in atto. Sono le due anime con cui la Roma si è risvegliata all’indomani dell’eliminazione dalla Champions League. Nello spogliatoio di Trigoria la sconfitta col Manchester City è ancora fresca, poche ore di sonno non potevano bastare a dimenticare i gol di Nasri e Zabaleta, ma nonostante tutto Rudi Garcia si è già messo al lavoro per rimotivare i suoi giocatori. Alle porte c’è infatti la delicata trasferta di Marassi col Genoa, terzo in classifica, e punti pesanti in palio per la corsa al titolo. Inseguire lo scudetto, in fondo, è la maniera migliore per assicurarsi la partecipazione all’Europa dei grandi, vero ‘must’ del presidente Pallotta. Per la proprietà americana l’obiettivo a lungo termine è quello di rendere la Roma una habituè della Champions, e questo perchè alla «coppa dalle grandi orecchie» sono legati ricavi imprescindibili (in attesa dello stadio di proprietà) per aumentare il fatturato. Se è vero, infatti, che il mancato accesso agli ottavi ha privato le casse giallorosse di un introito aggiuntivo di circa 12 milioni, va detto che per la sola prima parte legata alla fase ai gironi andranno a bilancio oltre 30 milioni. Una cifra considerevole (che potrebbe essere arricchita attraverso il percorso in Europa League) che servirà a generare flussi di cassa per alimentare monte ingaggi e campagna acquisti. L’intervento sul mercato, senza troppi giri di parole, è stato subito invocato da Garcia nel dopo partita coi Citizens. «Servono giocatori più forti per raggiungere squadre di questo livello» la netta presa di posizione del francese che non è piaciuta a tutti dalle parti di Trigoria. Magari il tecnico ne discuterà stasera con Pallotta nella cena organizzata per gli auguri di Natale (tra gli invitati anche il sindaco Marino e il presidente della Regione, Zingaretti; nel corso dell’evento presentato il nuovo pullman societario). Un brindisi in tono minore per il presidente, che ieri ha evitato gli spogliatoti dell’Olimpico preferendo rimandare a questa sera il discorso alla squadra. «Il rammarico per l’uscita dalla Champions è consistente e aumenta di minuto in minuto, ma ora è finita. Dobbiamo metabolizzare la sconfitta e trasformarla in energia positiva», ha detto il ds Walter Sabatini che precisa che «i soldi persi dalla mancata qualificazione non condizioneranno il mercato. È una perdita grave – ha detto a Sky – ma ci inventeremo qualcosa, rastrelleremo i soldi che ci servono per eventuali acquisti che ancora non sono stati deliberati e decisi. Siamo ancora allo studio delle nostre problematiche interne, vedremo se le risolveremo in pochi giorni, e poi prenderemo le nostre decisioni». Punto di vista condiviso anche dal Ceo, Italo Zanzi: «Nel calcio capita di vincere e di perdere, noi guardiamo avanti, questa è la nostra filosofia. Siamo tutti molto fiduciosi, la Roma è forte» la squadra intanto è tornata a lavoro agli ordini di Garcia, con Totti tra i primi a presentarsi a Trigoria questa mattina presto per la ripresa degli allenamenti (gruppo diviso in due, con i giocatori scesi in campo col City che si sono limitati a svolgere una seduta di scarico). Al capitano, come al resto dei compagni, il tecnico ha chiesto una reazione forte immediata, già da Marassi col Genoa. Un messaggio recepito se si considerano i commenti suoi social dei vari giocatori, da Strootman («Dobbiamo andare avanti e concentrarci sulla partita di domenica») a Holebas («Non sei battuto quando perdi, sei battuto quando molli. Rialziamoci e lottiamo»). Di ben altro tenore invece il ‘cinguettiò di Nainggolan che ancora una volta non si è fatto pregare nel rispondere a tono agli insulti arrivati via Twitter.

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