Mese nero per De Rossi: dall'arresto della moglie al furto dell'auto | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Mese nero per De Rossi: dall’arresto della ex moglie al furto dell’auto

– Dall’arresto dell’ex moglie Tamara Pisnoli all’intercettazione in cui parla con uno stretto collaboratore di Massimo Carminati arrestato nell’inchiesta su ‘Mafia Capitalè, al furto dell’auto in pieno centro storico. È stato un mese ‘nerò per il centrocampista Giallorosso, Daniele De Rossi. L’ultimo episodio si è però concluso con l’arresto del ladro che gli aveva rubato l’automobile. I carabinieri della compagnia Trionfale, guidati dal capitano Luca Acquotti, hanno bloccato il responsabile e restituito la Smart al giocatore della Roma. Il ladro, dopo aver rubato la macchina, si è schiantato contro un muro di contenimento di via del Muro Torto. E così i militari, durante un servizio di controllo, hanno notato la macchina ferma a bordo strada. Quando si sono avvicinati l’uomo ha tentato di fuggire a piedi, ma è stato fermato dopo un breve inseguimento. Si tratta di un 43enne romano, già noto alle forze dell’ordine, che ha confessato immediatamente di aver commesso il furto. L’uomo è stato arrestato e sono scattate le verifiche sulla targa per risalire al proprietario dell’auto. Rintracciato dai carabinieri, il calciatore si è recato in caserma per presentare la denuncia e ha tirato un sospiro di sollievo vedendo che la sua macchina non aveva subito danni particolari. A quanto ricostruito, la Smart è stata rubata poco prima delle 3 in Corso Vittorio Emanuele, dove era parcheggiata in strada. Ma il furto dell’auto è solo l’ultimo di una serie di episodi che nel mese di dicembre hanno portato il calciatore alla ribalta delle cronache. Il primo dicembre i carabinieri del Nucleo investigativo hanno arrestato la sua ex moglie, Tamara Pisnoli, accusata di essere coinvolta nel rapimento lampo di un imprenditore seviziato nella sua abitazione in zona Roma Sud a scopo di estorsione. Dopo qualche giorno viene pubblicata un’intercettazione di una telefonata del 30 settembre 2013 tra il giocatore (estraneo all’inchiesta su Mafia Capitale) e Giovanni De Carlo, uno degli arrestati, al quale De Rossi avrebbe raccontato di una lite avuta poco prima in un locale con un ragazzo e temendo conseguenze aveva chiamato ‘Giovannì, il superboss amico delle star.

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