L'Opera festeggia il Natale con lo Schiaccianoci di Cajkovskij | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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L’Opera festeggia il Natale con lo Schiaccianoci di Cajkovskij

Come annunciato dai due grandi abeti illuminati sul piazzale antistante il teatro Costanzi, il Natale è arrivato anche all’Opera di Roma, che per inaugurare la stagione del balletto 2014-15 ha scelto la tradizione, Lo Schiaccianoci di Petr Il’ic Cajkovskij. Una prima affollata, per un allestimento firmato da Amedeo Amodio, autore delle coreografie e grande nome della danza, che ha già incontrato il gradimento del pubblico tra il 1997 e il 1999. Una garanzia di successo quindi, quasi un auspicio di serenità in grado di portare via il tanto penare che ha segnato l’ente capitolino nel corso di quest’ultimo anno. Tutti pronti dunque, fino all’ultima replica del 4 gennaio, a lasciarsi affascinare dalla fantastica vicenda, tratta dal racconto di E.T.A. Hoffmann, di Clara e del suo magico regalo di Natale, un semplice Schiaccianoci. Tante le suggestioni che sono arrivate in platea grazie a questo viaggio in due atti, nel quale tutto sembra essere possibile: tra danze arabe e atmosfere orientali, tazze e teiere che ballano, effetti sonori (con la voce registrata di Gabriella Bartolomei), clown e topini, sul palcoscenico è stato tutto un fluire di grazia e bellezza, a cui hanno fatto da corollario le scene e i costumi coloratissimi, anch’essi storici, di Emanuele Luzzati. E poi a rapire gli occhi il teatro delle ombre, di grande impatto visivo, quasi a voler rifuggire il gusto artefatto delle cose moderne per recuperare la semplicità genuina della meraviglia, tipica dei bambini. Accompagnata dal corpo di ballo dell’Opera di Roma, perfetta per incarnare questo immaginario fantastico la coppia formata dall’ètoile Gaia Straccamore (Clara) e Claudio Cocino (Schiaccianoci), capace di volteggiare fluidamente con eleganza e precisione estreme, e di regalare al pubblico (che ha apprezzato con lunghi applausi) un’interpretazione coinvolgente e di alto livello. A dirigere le celeberrime musiche di Cajkovskij il Maestro israeliano Nir Kabaretti, alla testa dell’Orchestra capitolina, che ha svolto il suo compito in maniera ineccepibile. E se è vero che questo è il balletto natalizio per eccellenza, è altrettanto vero che si tratta di un’opera in grado di trovare sempre le sue motivazioni, senza mai apparire fuori moda. Perchè Lo Schiaccianoci racconta di un mondo nel quale è facile immergersi, anche se si è adulti: tutti sappiamo sognare a occhi aperti, e in ognuno di noi resta una scintilla di ciò che eravamo da bambini. Incubi e sogni, paure e desideri spesso si confondono anche nella vita vera: proprio come accade a Clara, la piccola protagonista del balletto che nella notte del 24 dicembre grazie al suo Schiaccianoci evade dal quotidiano e si rifugia in un mondo irreale e onirico, nella «realtà magica» (così la definisce Amodio) del racconto originale di Hoffmann. Ed è proprio qui che risiede tutto il fascino dello spettacolo: in quel misto di verità e menzogna, di tristezza e allegria, che spalanca per lo spettatore le porte magiche dell’immaginazione.

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