Colosseo, dalla commissione del ministero via libera alla ricostruzione dell'arena. "Il Foro torni romano gratuito" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Colosseo, dal ministero via libera alla ricostruzione dell’arena: “Il Foro romano torni gratuito”

Nella relazione degli esperti anche una proposta che punta ad allargare l'area della pedonalizzazione. Area archeologica centrale nel Piazza Venezia, Colosseo, Colle Oppio, Campidoglio-Teatro di Marcello e Circo Massimo

Passi avanti verso la ricostruzione dell’arena nel Colosseo. La proposta, lanciata a inizio novembre su Twitter dal ministro Franceschini e ispirata a uno scritto dell’archeologo Daniele Manacorda, incassa il via libera della commissione paritetica Mibact-Roma Capitale, favorevole all’idea di rendere visitabili anche gli spazi sotterranei del monumento più gettonato del mondo (5 milioni di presenze all’anno) e di aprirlo a iniziative culturali, ripristinando il collegamento con il Ludus Magnus, che potrebbe essere coperto e diventare una grande piazza fruibile anche di sera. Nella relazione di fine mandato, la commissione – presieduta da Giuliano Volpe e composta da Michel Gras, Tiziana Ferrante, Adriano La Regina, Eugenio La Rocca, Laura Ricci, Claudio Strinati e Jane Thompson – suggerisce anche di aumentare la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali e auspica che il Foro romano torni ad essere gratuito per tutti i cittadini e i visitatori e che venga approvata di una legge speciale per Roma. L’ultima parola sulla ‘pavimentazionè del Colosseo spetta ora a Franceschini: dopo la presentazione di un progetto ad hoc messo a punto dalla soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma, guidata da Mariarosaria Barbera, che sarebbe in dirittura d’arrivo, il ministro dovrà stabilire tempi e soprattutto risorse, già stanziate con la legge Art Bonus nel capitolo dedicato ai progetto di grande interesse nazionale. La coraggiosa suggestione avanzata dal ministro di restituire al Colosseo la sua arena – sparita con gli scavi del XIX e XX secolo – creando percorsi guidati anche negli ipogei, oggi un labirinto quasi inaccessibile, e aprendo a modalità nuove di fruizione come passeggiate notturne, proiezioni e magari anche eventi, sempre di alto profilo culturale, aveva fatto subito il giro del mondo, incassando numerosi pareri favorevoli ma anche bocciature, come quelle di Tomaso Montanari o di Salvatore Settis. Ora l’ok degli esperti, che suggeriscono anche diverse soluzioni per migliorare gli accessi e i percorsi dell’area archeologica. In particolare, la commissione propone di realizzare un’entrata al Palatino lungo via dei Cerchi, creare punti di sosta e di parcheggio di scambio per i pullman turistici nella zona di S. Maria in Cosmedin ed eventualmente in via di Valle delle Camene, pedonalizzare via dei Cerchi, aumentare la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali eliminando le barriere architettoniche, migliorandone il decoro e limitando la fascia carrabile solo al trasporto pubblico. In proposito, gli esperti lanciano anche la proposta di creare una linea circolare elettrica di autobus ad altissima frequenza (via dei Fori imperiali, Colosseo, via dei Cerchi, piazza Venezia). Per Franceschini, si tratta di «un grande passo avanti per la realizzazione di quella che sarà la più grande area archeologica urbana del mondo». «Le proposte della commissione – sottolinea il sindaco Ignazio Marino – vanno finalmente nella direzione di una concreta valorizzazione dell’inestimabile patrimonio storico artistico di Roma, e ne disegnano una più moderna e più completa fruizione, per romani e turisti».

– L’area archeologica centrale di Roma deve diventare «non un parco archeologico inteso in senso tradizionale e dunque chiuso, recintato, che esclude, ma uno spazio vitale aperto ai cittadini e ai visitatori»: è questo lo spirito, spiega Giuliano Volpe, presidente della commissione paritetica Mibact-Roma Capitale, che ha guidato gli esperti nella relazione di fine mandato, con il sì al ripristino dell’arena nel Colosseo, all’ampliamento della zona pedonale ai Fori, al Foro gratis per tutti. «È stata un’analisi ampia e faticosa – racconta Volpe, interpellato dall’ANSA – in cui ci siamo sforzati di prendere in considerazione anche gli aspetti di comunicazione e di servizi ai visitatori». Per il Colosseo, in particolare, Volpe insiste sulla possibilità di «ricollegarlo con il Ludus Magnus, possibilmente ripristinando il collegamento sotterraneo originario o con altre soluzioni. L’importante, comunque, è eliminare quella visione di ruderi con il buco, ricreando uno spazio integrato con il Colosseo, come nell’antichità». Tra i punti di maggior interesse, l’archeologo cita anche «l’ampliamento degli spazi ad accesso gratuito, con il Foro frequentabile liberamente al pari dei Fori Imperiali e speriamo anche del Palatino, accanto a monumenti visitabili a pagamento. L’idea è creare un sistema misto che consenta una fruizione sempre più partecipata ma garantisca anche introiti», coinvolgendo nel progetto anche «attività commerciali e ristorazione». Fissate le linee guida da parte della commissione, tocca ora alla soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma elaborare il progetto nei dettagli: «L’importante – sottolinea Volpe – è una vera sinergia che superi la diarchia tra soprintendenza comunale e statale. Nella relazione insistiamo sull’opportunità di un maggiore coordinamento tra le varie proposte, altrimenti si rischia di vanificarle con la sovrapposizione tra le competenza e la logica degli interventi isolati. Serve una visione olistica, un progetto organico». Nella relazione, la commissione rilancia anche «il progetto di un Museo di Roma, che racconti la storia della città dall’antichità ad oggi con un ampio uso delle tecnologie, ma sia anche un luogo di ricerca e sperimentazione, di rapporti con le università e i centri di eccellenza. Importante – conclude Volpe – è anche la possibilità di proseguire il lavoro e mettere a punto sistemi di monitoraggio e valutazione».

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