L'allarme di Nursind: "Pronto soccorso in emergenza" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

L’allarme di Nursind: “Pronto soccorso in emergenza”. Aurigemma: “Si paga incapacità di Zingaretti”

«Quello che si vive oramai da diversi anni all’interno dei pronto soccorso di Roma e Provincia va oltre ogni più fosca previsione. I dati che sono stati inseriti dal sito della Regione sugli utenti triaggiati nei pronto soccorso laziali sono il sintomo di un grave problema tuttora irrisolto». Così si legge in un comunicato stampa del Nursind. «È da molto tempo – continua il comunicato – che Nursind denuncia l’inadeguatezza organizzativa e strutturale dei pronto soccorso, oramai diventati dei reparti di degenza a tutti gli effetti, dove l’utenza permane ore e giorni se non settimane in spazi angusti senza tenere conto di distinzioni sessuali, età e religione. Presidente Zingaretti, al giorno d’oggi ci troviamo di fronte ad una serie di problemi che gli stessi Direttori Generali faticano a gestire. Quando si costruisce un sistema sanitario, bisogna poggiarlo su basi solide, su pilastri robusti, facendo funzionare bene innanzi tutto i servizi di emergenza/urgenza e di conseguenza i servizi territoriali vero tallone di Achille della sanità laziale. Bisogna che il sistema capisca che i Pronto Soccorso sono unità operative aperte all’esterno e come tale facente parte di un percorso assistenziale integrato all’interno della struttura ospedaliera, non un corpo a sé stante. L’organizzazione sindacale Nursind ha sempre denunciato questa situazione sia alle Amministrazioni interessate e sia alla Regione. L’anno scorso siamo stati costretti ad annunciare uno stato di agitazione a difesa dei lavoratori del pronto soccorso del San Camillo che erano stati sottoposti a minacce e a turni massacranti con utenti ‘parcheggiatì in ogni angolo disponibile. Se questa è una soluzione… Parlando di minacce e aggressioni è notizia di oggi l’ennesima aggressione a un’Infermiera al San Camillo-Forlanini al Box accoglienza colpita da un pugno al sopracciglio mentre stava diffondendo informazioni a dei parenti». «Quello che il più delle volte viene, forse un pò frettolosamente, considerato un incidente – prosegue la nota – è, invece, l’ultimo caso di una serie d’incidenti dettate in primis dalle condizioni di lavoro a rischio, dove è palpabile il disagio degli operatori che si sentono lasciati soli ad affrontare il problema aggressioni sul posto di lavoro in ambienti che non sono idonei a ospitare più di 100 utenti esclusi parenti a seguito. Naturalmente tutto questo si riflette anche nell’operatività del personale coinvolto. Questo ci porta a chiedere in maniera decisa e contundente: lo sblocco del turn over del personale infermieristico, l’attuazione di piani di sovraffollamento nei pronto soccorso che eviti barelle e poltrone messe ovunque, l’istituzione di reparti a gestione infermieristica nei Dea di II° livello per pazienti stabilizzati e in fase di dimissione come ‘pre-dischargè, un vero Piano di Riordino della Rete Ospedaliera che porti a un reale ed effettivo decongestionamento dei pronto soccorso, la presenza di un posto di Polizia fisso per prevenire aggressioni al personale. Ribadendo la solidarietà alla collega colpita da questo increscioso episodio, ribadiamo che come Organizzazione Sindacale saremo sempre al fianco di chi subisce un’aggressione nello svolgimento della propria professione e vigileremo affinché la Regione non faccia propaganda, ma si metta in discussione su un problema oramai annoso come quello dei pronto soccorso».

«Dopo le proteste di sindaci, amministratori, medici e parti sociali sulle problematiche della sanità laziale, oggi è il Nursind (il sindacato delle professioni infermieristiche) a lanciare l’ennesimo grido d’allarme, denunciando l’inadeguatezza organizzativa e strutturale dei Pronto Soccorso di Roma e Provincia. Nonostante le note anonime della Regione dei giorni scorsi, con le quali si cercava di minimizzare la realtà affermando come tutto sia a norma, la situazione dei pronto soccorso è a dir poco esplosiva. Venerdi sera anche una nota trasmissione televisiva ha evidenziato lo stato di abbandono di numerosi pazienti nei ps della capitale, con le persone che stazionano per tre-quattro giorni in attesa di una visita. Il presidente Zingaretti non può più nascondersi, ma deve affrontare queste criticità in modo incisivo. In questi quasi due anni l’amministrazione Regionale si è limitata ad annunci trionfalistici sul piano di rientro, ma il servizio sanitario è da terzo mondo. Le proteste di amministratori (molti dei quali di centrosinistra), categorie e parti sociali sono diventate quotidiane. A questo punto, chiediamo al Presidente: quanto deve costare ai cittadini il piano di rientro? Zingaretti, fino ad oggi, sta portando avanti un piano fatto di tagli di prestazioni e di personale, e questo va a tutto svantaggio dei cittadini. Vista la complessità della situazione, abbiamo chiesto la convocazione urgente di una commissione per analizzare e risolvere questo annoso problema che riguarda la nostra Regione, e di fronte al quale l’amministrazione di centrosinistra si è dimostrata immobile, in tutti questi mesi». Lo dichiara, in una nota, il Capogruppo di Forza Italia della regione Lazio e vice presidente della Commissione Salute Antonello Aurigemma.

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