La Sapienza, l'allarme del rettore: "Università senza fondi adeguati" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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La Sapienza, l’allarme del rettore: “Università senza fondi adeguati”

– Il magnifico rettore dell’Università La Sapienza lancia l’Sos: le università italiane non hanno fondi adeguati. E poi punta il dito su un Italia «lenta», al «terzultimo posto» in Europa nella classifica dei laureati. L’occasione per parlare dei problemi degli atenei italiani è stata l’inaugurazione dell’anno accademico 2014-2015, svoltasi questa mattina al Rettorato della Città universitaria. Ad aprire la cerimonia un minuto di silenzio per le vittime di Charlie Hebdo, un «minuto di riflessione» per l’attentato di Parigi. «Non vi è dubbio che il vero problema da affrontare è quello delle risorse tuttora insufficienti destinate all’Università – dice Eugenio Gaudio, dall’ottobre scorso numero uno del più grande Ateneo d’Europa -, con la conseguente necessità di programmare un piano di assunzioni che renda l’organico degli atenei, in linea con i più avanzati standard europei, come sapientemente più volte ricordato dal presidente Giorgio Napolitano». In platea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone. Quest’ultimo promette un 2015 all’insegna della ‘buona universita«: »Ci sono molte cose da fare ed errori che dobbiamo smettere di compiere – spiega l’esponente del governo Renzi – A fine febbraio presenteremo un decreto in cui cambieremo la scuola in questo Paese. Vogliamo rafforzare sinergia tra scuola, università e mondo del lavoro. Dobbiamo valutare le università per quanti studenti si laureano e quanti trovano lavoro e non per quanti studenti si iscrivono«. Ma il rettore sottolinea come in questi anni ci sia stato non solo un calo degli iscritti alla Sapienza ma anche una diminuzione delle entrate finalizzate alla ricerca: »Per l’anno 2013 si attestano nel complesso su un totale di 73,7 milioni di euro – precisa Gaudio -, in aumento rispetto l’anno precedente. Ma la disaggregazione delle singole voci mostra dati in diminuzione rispetto al 2012 per quanto attiene le entrate dalla Ue, dal Miur, da imprese italiane e estere«. Il magnifico rettore si lamenta anche della posizione dell’Italia rispetto agli altri Paesi dell’Ue: »In tutti i Paesi europei si è registrato un aumento della quota di popolazione in possesso di un titolo di istruzione di terzo livello ma la crescita osservata in Italia è tra le più lente in Europa: con il 14% dei laureati nella popolazione in età compresa tra i 24 e i 64 anni nell’anno 2013, l’Italia si colloca al terzultimo posto. Sempre nella stessa posizione si colloca la percentuale dei laureati in Italia nella popolazione di età tra i 24 e i 34 anni«. Tra gli obiettivi del futuro, per La Sapienza, Gaudio ha elencato dei ‘punti programmaticì: dall’»internazionalizzazione della didattica e della ricerca« al »diritto allo studio, valore-guida strategico«, dalla »ricerca scientifica« ad un’università »che garantisca a tutti le pari opportunità di accesso e fruizione« e che »coniughi la preparazione specialistica con la crescita complessiva della personalità dei giovani«. »La Sapienza è il più grande ateneo d’Europa e tra i più grandi al mondo con oltre 100mila studenti e 8mila tra professori, tecnici e amministrativi – chiosa Gaudio – Nel 2014 la Sapienza ha portato alla laurea 19.280 studenti con una votazione media di 102/110. Numeri imponenti che da soli danno conto delle dimensioni del servizio reso dall’Ateneo per la formazione delle nuove generazioni«.

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