Rapinavano prostitute fingendosi agenti: 3 arresti | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Rapinavano prostitute fingendosi agenti: 3 arresti

Suonavano alla porta delle prostitute spacciandosi per agenti delle forze dell’ordine. Per convincerle ad aprire mostravano distintivi falsi e dicevano di dover effettuare un controllo antidroga. Poi, una volta entrati, le aggredivano e rapinavano. In un caso una ragazza è stata anche violentata sotto la minaccia di una pistola. Ma i tre malviventi, romani tra i 33 e i 39 anni, sono stati arrestati dalla polizia. Ad incastrarli una foto scattata da una delle vittime e una telefonata effettuata sul cellulare di un’altra. Le indagini del commissariato Monteverde sono, infatti, scattate in seguito ad alcune denunce. Una delle vittime, una prostituta sudamericana, ha consegnato agli agenti una foto di un componente della banda che era riuscita a scattare ad agosto con il cellulare mentre con una ‘collegà mettevano in fuga i malviventi da un appartamento in zona Gianicolense. Così quando l’uomo è stato fermato a settembre durante un normale controllo stradale, il suo volto è risultato ‘familiarè. In quell’occasione, sorpreso a bordo di uno scooter rubato, il 39enne è stato denunciato per ricettazione, ma gli accertamenti sono andati avanti. Da un primo confronto con la foto, i poliziotti hanno ritenuto che potesse trattarsi della stessa persona e dalla consultazione della banca dati interforze è emerso che aveva numerosi precedenti, tra cui una rapina a prostitute. Gli agenti guidati da Antonio Roberti sono poi risaliti ai suoi due complici, già in carcere per reati analoghi, e hanno ricollegato la banda ad altri episodi denunciati. Tra le vittime una romena di 26 anni, che è stata costretta a un rapporto sessuale con una pistola puntata alla testa. L’episodio è avvenuto lo scorso 30 giugno in un appartamento di via Portuense che utilizzava con una connazionale per prostituirsi. A quanto ricostruito, gli arrestati hanno fatto irruzione nella casa dicendo di essere agenti di polizia poi le hanno aggredito: una è stata violentata mentre l’altra è stata picchiata. Prima di fuggire gli uomini hanno portato via 9 telefonini cellulari trovati nelle stanze, un computer, gioielli e 600 euro in contanti. In quell’occasione una delle ragazze ha fornito parzialmente alla polizia il numero di telefono da cui era stata contattata poco prima.

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