Rugby, Sei nazioni: sabato all'Olimpico Italia-Irlanda. Parisse: "Si vince dando il 110%" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Rugby, Sei nazioni: sabato all’Olimpico Italia-Irlanda. Parisse: “Si vince dando il 110%”

Reduce dal cucchiaio di legno dell’anno scorso, l’Italrugby comincia il nuovo 6 Nazioni con l’intenzione di tornare quella del 2013. Per fare bene servirà lo stesso spirito, come ha sottolineato il ct Brunel, soprattutto se si considera che l’esordio è da far tremare i polsi anche al più inguaribile degli ottimisti. In un Olimpico in cui vengono annunciati almeno 60mila tifosi arriva infatti l’Irlanda vincitrice del torneo dodici mesi fa e reduce da un 2014 spettacolare, in cui ha perso solo una volta (13-10 contro l’Inghilterra) e che l’ha proiettata al terzo posto del ranking mondiale, dietro a Nuova Zelanda e Sudafrica. Proprio contro gli Springboks è arrivata una delle due vittorie (l’altra con l’Australia) che hanno reso indimenticabile anche la serie dei test giocati dai verdi lo scorso novembre. Tutto ciò senza più l’uomo-simbolo Brian ÒDriscoll, totem del rugby che unisce l’Irlanda senza distinzioni tra il Nord e il resto del paese. Tanto per far capire chi fosse, una dettagliata inchiesta del ‘Guardian’, a base di statistiche, ha collocato ‘BOD’ al primo posto nella classifica dei miglior giocatori nella storia del 6 Nazioni, e quindi dal 2000 (quando il torneo ha assunto l’attuale formato) a oggi. Detto che terzo è un altro irlandese, quel Paul ÒConnell che domani sarà nel XV anti-azzurri, alla prima del Sei nazioni, si deve sottolineare che al 4/o posto, davanti a un fenomeno come Jonny Wilkinson, c’è il capitano dell’Italia Sergio Parisse, unico del team tricolore assieme a Diego Dominguez (24/o) presente in graduatoria. Ed è proprio Parisse che carica l’Italia alla vigilia di un match così impegnativo, nel ricordo di una sfida che anche due anni fa sembrava impossibile e invece si trasformò in un esaltante trionfo (22-15) nel giorno dell’addio alla Nazionale del Barone Lo Cicero, ora pungente critico di Brunel e soci. L’Irlanda sarà avversaria dell’Italia anche ai Mondiali in Inghilterra, ma ora c’è il 6 Nazioni «e su questo abbiamo focalizzato l’attenzione», fa notare Parisse. «Sono fiducioso perchè vedo una squadra che ha fame – aggiunge -. L’Irlanda ha tanta qualità, è salita al n.3 del ranking mondiale, ma non dobbiamo pensarci, perchè vogliamo dimostrare che meritiamo di giocare questo torneo e che possiamo essere competitivi contro chiunque. Loro sono forti, ma siamo pronti a sputare sangue per batterli. Abbiamo preparato la partita tatticamente nel modo giusto. Non vi dico quale sarà la nostra strategia, la scoprirete domani». È felice del riconoscimento del ‘Guardian’? Può essere, per il capitano azzurro, una motivazione in più? «Sono cose che fanno piacere – ammette – ma spero che tutti gli italiani e gli appassionati di rugby siano felici di vedere un azzurro fare così bene nel 6 Nazioni». Il ricordo di due anni fa spinge il XV di casa, anche se l’Irlanda nel frattempo è apparsa molto migliorata. E che peso può avere l’assenza, tra gli ospiti, di uno come il n.10 Sexton al posto del quale il ‘gurù Joe Schmidt schiererà a sorpresa Keatley? «Lui gioca nel Munster, quindi ha l’esperienza giusta – risponde Parisse – anche se la maglia della nazionale ha un peso diverso. Ma non dobbiamo pensare a un singolo rivale. Io dico che all’Irlanda non basterà giocare al 70% per vincere: dovrà dare tutto, altrimenti perderà. E sono certo che noi daremo il 110%: la squadra è pronta, e quindi sono fiducioso».

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