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Giubileo, la proposta dell’assessore Caudo: “Apriamo i varchi pedonali su via dei Fori Imperiali”

«Gli ostacoli stanno nel fatto che questo è un 'territoriò che divide - spiega -, bisogna costruire unità di intenti ma bisogna anche decidere sulla base di un progetto d'insieme, l'ambiguità non paga».

– ‘Bucarè gli archi sotto via Alessandrina e aprire sempre al pubblico i varchi sotto via dei Fori Imperiali, per «riunificare la fruizione pedonale» dell’area archeologica. Questa la proposta lanciata dall’ assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo, in vista del prossimo Giubileo. Caudo è uno degli assessori che farà parte del ‘pool Giubileò insieme ai responsabili dei Trasporti, Lavori Pubblici e Grandi Eventi, Guido Improta, Maurizio Pucci e Alessandra Cattoi. A presiederlo sarà il sindaco Ignazio Marino. E il progetto di Caudo nei prossimi giorni sarà illustrato nel dettaglio proprio al primo cittadino, per poi eventualmente passare al vaglio delle soprintendenze. «È in sintonia con lo spirito dell’Anno Santo voluto da Francesco – sottolinea Caudo all’ANSA – Il sindaco Marino con la pedonalizzazione ha avuto il coraggio di fare quello che si tentava di fare da almeno quarant’anni una prova, se ce ne fosse ancora bisogno, che alla città non servono ‘commissarì di sorta ma idee lungimiranti e uomini che con coraggio li perseguono». «Per via Alessandrina, una strada originaria del 500 ripensata da Corrado Ricci come un viadotto con degli archi, grazie alle donazioni dei privati si potrebbe portare a compimento quel disegno e ‘bucarè gli archi per riunificare le parti dei Fori oggi tagliate in due», spiega il responsabile della Trasformazione Urbana della Capitale. Nei nei piani della sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma – guidata da Claudio Parisi Presicce – da tempo c’è lo smantellamento della strada grazie al mecenatismo dell’Azerbaijan: un’operazione che dovrebbe entrare nel vivo nelle prossime settimane ma che secondo Caudo «è compatibile» anche con quest’altra impostazione: «al posto di demolire un troncone, bucare gli archi al di sotto». Anche «sotto via dei Fori Imperiali – rilancia l’assessore – ci sono dei varchi che si possono aprire completamente al pubblico (e non solo in occasione di visite guidate) per assecondare i tracciati trasversali con la città moderna». A suo parere «il Progetto Fori non è la pedonalizzazione di una strada, è la riunificazione del complesso archeologico composto dal Foro di Traiano, dal Foro di Augusto, dal Foro di Nerva, dal Foro di Cesare e dal Tempio della Pace. Riunificare i Fori significa smantellare la strada, un nastro di asfalto ormai sovradimensionato e poggiato sull’area archeologica, da piazza Venezia a largo Corrado Ricci». Questo, a suo parere «è l’obiettivo ultimo da perseguire», ovviamente da realizzare non in vista del Giubileo, anche perchè i tempi stretti non lo consentirebbero. Quali sono gli ostacoli al piano di smantellamento della via dei Fori Imperiali da piazza Venezia a largo Corrado Ricci? «Gli ostacoli stanno nel fatto che questo è un ‘territoriò che divide – risponde -, bisogna costruire unità di intenti ma bisogna anche decidere sulla base di un progetto d’insieme, l’ambiguità non paga».

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