Giubileo, no ad appalti con affidamenti diretti ma servono deroghe | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Giubileo, no ad appalti con affidamenti diretti ma servono deroghe

Un’accoglienza ‘diffusà con uno sguardo attento alle periferie e alle porte d’accesso alla città. Un Giubileo che ‘donà a Roma il sogno di vedere periferie riqualificate, piazze ripulite, opere mai iniziate o lasciate in sospeso che finalmente vedono la conclusione. Non grandi opere, nessuna cattedrale nel deserto, ma azioni che rimarranno per i cittadini, per la loro quotidianità. E soprattutto no ad affidamenti diretti, anche se servono deroghe per accelerare le procedure, perchè «con i tempi dell’ amministrazione pubblica è un pò complicato. Qualche strumento di accelerazione sarà necessario ma non possiamo deciderlo noi e il commissariamento a Roma non è certo l’unica strada», ha spiegato l’assessore capitolino al Patrimonio con delega ai Grandi Eventi Alessandra Cattoi al termine della giunta politica di oggi tutta centrata sull’organizzazione della macchina amministrativa in vista del Giubileo e la messa a punto dei primi progetti. Una riunione durante la quale si è deciso, dopo circa un’ora e mezza, di dividere la squadra in due gruppi operativi: nel primo, quello tecnico, siederà Caudo (Urbanistica), Improta (Trasporti), Marino (Ambiente), Pucci (Lavori Pubblici) e nell’altro, quello che si occuperà dei servizi dell’accoglienza ci saranno Marinelli (Cultura), Leonori (Attività Produttive), Danese (Politiche Sociali) con un ruolo trasversale dell’assessore alla Trasparenza e Legalità Alfonso Sabella. In 3-4 giorni dovranno stilare ciascuno il proprio documento con i progetti da realizzare, con relativi costi e poi confrontarsi con gli omologhi della Regione e con le altre istituzioni coinvolte. Quello che è certo è che non sarà un Giubileo delle quattro Basiliche ma un’occasione per ricucire il tessuto cittadino portando a termine opere mai partire o incompiute soprattutto affidate ai privati come il sottopasso dell’Aurelia. In particolare, il disegno che l’assessore alla riqualificazione Urbana Giovanni Caudo ha in mente è quello di completare i piani di zona rimasti incompiuti come quello di Castelverde, Borghesiana e Monte Stallonara, quindici luoghi fuori dal Grande Raccordo anulare che verranno riqualificati. Sarà un lavoro di ricucitura delle periferie, di riqualificazione che si concentrerà anche sulle piazze antistanti le stazioni ferroviarie: per esempio, si pensa a quella di Grottarossa dove i pullman potrebbero fermarsi e dare ai pellegrini la possibilità di prendere il trenino per Flaminio e raggiungere San Pietro a piedi.

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