Zero regali e obbligo delazione: ecco il codice per i dipendenti | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Zero regali e obbligo delazione: ecco il codice per i dipendenti

Divieto di accettare un regalo, per sé o per terzi. Divieto di divulgare le informazioni, obbligo di rispettare le misure necessarie alla prevenzione degli illeciti nell’amministrazione e di segnalare eventuali anomalie e illeciti. E ancora: assicurare l’adempimento degli obblighi di trasparenza; non utilizzare mansioni e posizione che si ricopre nell’Amministrazione per ottenere vantaggi. Sono alcuni dei 19 articoli, messi nero su bianco, che impongono la linea da tenere per un dipendente della pubblica amministrazione. Ovvero il Codice di comportamento del personale del Consiglio regionale del Lazio, documento approvato dall’Ufficio di Presidenza lo scorso 4 marzo, che entrerà ufficialmente in vigore il prossimo3 aprile. Il documento è stato redatto dal responsabile Anticorruzione e Trasparenza del Consiglio regionale del Lazio, Luigi Lupo, insieme all’ufficio per il trattamento giuridico del personale. Il testo viene considerato giuridicamente un atto unico, che non va dunque ad integrare o modificare un atto precedente, ma è redatto ‘ex novò, in ottemperanza agli adempimenti previsti dalla cosiddetta legge Severino. È stato scritto seguendo le linee guida dettate dalla Civit, oggi Anac, con apposita deliberazione e sulla base di quanto stabilito dal Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC), adottato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale con deliberazione n. 7 del 28 gennaio 2014. Dai divieti di accettazione di regali e incarichi di collaborazione, passando per una regolamentazione del dipendente verso l’iscrizione o l’appartenenza ad associazioni e organizzazioni, anche quelle sindacali, fino ad arrivare alla prevenzione della corruzione, trasparenza e tracciabilità, il Codice di comportamento è il primo ad essere approvato nel Lazio. Per la sua specificità la bozza, prima di essere formalmente adottata dall’Ufficio di Presidenza, ha dovuto seguire un iter diviso in vari step. ). Il provvedimento è stato oggetto, innanzitutto, di una consultazione degli ‘stakeholder’, ovvero delle organizzazioni sindacali aziendali e delle associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. Una prima bozza è stata quindi pubblicata sul sito istituzionale, con invito a presentare proposte e integrazioni (che non sono pervenute). È stato infine sottoposto all’esame dell’Oiv (Organismo indipendente di Valutazione) del Consiglio regionale, il quale, in data 18 febbraio 2015 ha espresso parere favorevole. Tra le peculiarità del Codice, la presenza di una tabella dove, a fronte della specifica infrazione, è individuata la sanzione disciplinare applicabile che può andare dalla sospensione della retribuzione da un minimo di 3 giorni ad un massimo di 6 mesi con multe che variano a seconda dell’ ‘infrazionè da 200 a 500 euro. «È evidente che questo, in sé, è un atto dovuto – ha commentato il consigliere Pd Teresa Petrangolini, componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale – credo però che assuma particolare significato perché a farlo è il Consiglio regionale del Lazio, che fino a due anni fa era uno dei luoghi dove risultava molto difficile parlare di trasparenza e dove si sono invece consumati scandali, omissioni e non c’era una gestione coordinata e ordinata del personale. Credo che il Codice di comportamento sia un salto di qualità, perché detta al personale delle regole da rispettare che sono uguali per tutti, senza favoritismi. Finalmente c’è qualcosa di concreto, non più vago o generico o basato sulla buona volontà, perché ad ogni regola corrisponde una sanzione, e questo fa sì che il Codice non resti lettera morta».

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