Da vittima di usura a eroe di un fumetto: Simone racconta la sua storia | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Da vittima di usura a eroe di un fumetto: Simone racconta la sua storia

Da imprenditore vittima di usura a protagonista di fumetti. È la storia di Simone che oggi, nella sede della Confcommercio, davanti a una platea composta di studenti ha raccontato l’incubo in cui era finito con il prestito a strozzo e la forza per uscirne fuori. L’associazione dei commercianti della Capitale ha promosso infatti un concorso, ‘Disegna la legalita«, rivolto a nove licei artistici di Roma, con l’obiettivo di illustrare l’esperienza di quest’uomo diventato esempio di coraggio e riscatto. »Il mio impegno è stato quello di portare avanti attività, ho aperto cinque negozi, un pub, oggi non ho più nulla. Però ho avuto persone attraverso l’associazione che mi hanno aiutato ad uscire fuori e credete, non è facile«, così Simone ha raccontato la sua storia davanti alla platea di studenti riuniti nella sede dell’associazione di piazza Belli. »La cultura della legalità parte sempre dai banchi di scuola«, ha affermato il presidente della Confcommercio di Roma Rosario Cerra. »Io ho una famiglia, tre figli, e quando nella vita ti dai da fare, dando lavoro anche ad altre persone, poi è difficile scendere da quel livello. Io fino al 2005 ero in una posizione agiata«, ha proseguito l’uomo, superando diversi momenti di commozione. Nello storyboard, consegnato alle scuole per il concorso dalla Confcommercio, Simone spiega che »poi qualcosa ha iniziato a non funzionare, sono diminuite le vendite e ho chiesto alla mia banca di finanziarmi per far fronte ai pagamenti. In un primo momento la banca mi ha sostenuto, ma, ad un certo punto, improvvisamente, mi ha chiesto di rientrare di tutti i prestiti e dei fidi che avevo«. Così davanti agli studenti, questa mattina Simone è arrivato a dire: »Attraverso le banche mi hanno portato alla rovina, hanno cominciato a chiudermi i conti, i fidi. Non sapendo più a chi rivolgermi, ho iniziato a farmi prestare i soldi dai cosiddetti cravattari, gli usurai. Da allora è iniziato il mio incubo ed è stato davvero una sofferenza perchè gli interessi erano altissimi: ho pagato anche il 120%, il 150% all’anno di interessi. E diventa una corsa contro il tempo: non fai in tempo a pagare un interesse che devi ricorrere ad un altro prestito. Ho passato momenti terribili perchè le persone che sono dietro l’usura sono legate alla malavita. A Roma vi posso assicurare che ci sono borgate in cui nove negozianti su dieci sono sotto usura, però per paura non denunciano. Io ho avuto coraggio ma ci ho messo del tempo, prima di arrivare a questo è stata veramente dura«. Nello storyboard Simone, che si occupava di video ed apparecchi elettronici, racconta anche di un’aggressione subita nel suo stesso negozio, davanti alla moglie, di quando decise di rivolgersi al parroco, poi all’Ambulatorio Antiusura di Roma e infine di denunciare alla Guardia di Finanza. »Dopo mesi di indagini – racconta – riuscimmo ad incastrare tutti i colpevoli e a farli arrestare all’interno del mio negozio. Dopo la denuncia ho potuto accedere ad un aiuto economico previsto da una legge dello Stato, ho cambiato lavoro e, con l’aiuto dell’Ambulatorio Antiusura, mi sto ricostruendo una nuova vita«.

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