Baby prostitute, "Posa nuda e sarai famosa": a processo il fotografo Fusco | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Baby prostitute, “Posa nuda e sarai famosa”: a processo il fotografo Fusco

Ragazzine raggirate col miraggio di un futuro nel mondo della tv o della moda. Adolescenti adescate e blandite, spinte a spogliarsi davanti all’obiettivo, ad essere compiacenti, a fare sesso. Per questo motivo la procura di Roma ha chiesto il processo per Furio Fusco, 51 anni, fotografo e titolare di un’agenzia di modelle di Roma finito in carcere nello scorso luglio perchè accusato di adescamento di minori, pornografia minorile e di atti sessuali. La decisione del gup potrebbe arrivare il prossimo 4 giugno. «Se posi nuda diventerai famosa»: questo diceva Fusco alle ragazzine, molte liceali della Roma-bene, attratte dalla carriera nel campo dello spettacolo. E alcune di loro, tre, hanno inchiodato Fusco con le loro testimonianze. Hanno raccontato di abusi compiuti dall’uomo contro la loro volontà nel corso delle sedute fotografiche all’interno del suo studio nei pressi di piazza Bologna. Un copione che si ripeteva sistematicamente quando le ragazze, molte minorenni, andavano nello studio fotografico. Gli episodi si sarebbero verificati in più occasioni e in un arco temporale di circa due anni: tra il 2012 e il maggio scorso. Il modus operandi del fotografo era «collaudato»: prospettava alle giovanissime il successo e proponeva loro book fotografici nude e in pose provocanti. L’uomo sarebbe stato molto abile a intuire quali fossero disponibili a incontrarlo all’insaputa dei genitori e a posare senza inibizioni. In qualche occasione avrebbe anche falsificato le generalità sui documenti di identità per far partecipare minori a casting per cui era richiesta la maggiore età. I carabinieri nel corso delle indagini hanno scoperto, inoltre, un vero e proprio archivio di foto pedopornografiche nella disponibilità di Fusco: oltre 850 scatti che l’uomo avrebbe custodito nel suo cellulare sequestrato dai militari. Per questo nell’inchiesta sarebbe entrata anche l’ipotesi di una possibile rete di «clienti», uomini facoltosi e forse manager del mondo della tv e del cinema, messa su da Fusco che avrebbe potuto contare anche su alcune ragazze maggiorenni per reclutare altre giovani nei locali per teen o magari davanti agli stessi licei della Roma bene, nella zona Parioli-Trieste, da dove provenivano gran parte delle vittime di Fusco.

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