Per la Roma ancora un pari con l'Atalanta, fallito il controsorpasso. Garcia: "Squadra addormentata". Contestato Pallotta | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Per la Roma ancora un pari con l’Atalanta, fallito il controsorpasso. Garcia: “Squadra addormentata”. Contestato Pallotta

– Senza vittoria, senza la Sud, senza lo sperato controsorpasso sulla Lazio. E con problemi grossi così. Se la Roma doveva immaginare un altro pomeriggio da incubo eccola servita. L’1-1 casalingo contro l’Atalanta è la sintesi di una stagione diventata via via insignificante e che potrebbe trasformarsi in disastrosa senza l’Europa che conta. La squadra vista all’opera nel pomeriggio dell’Olimpico ‘orfanò della Sud squalificata dal giudice per gli striscioni di 15 giorni fa sembra davvero ormai una semplice somma di giocatori più che l’orchestra di gioco che aveva fatto innamorare. Nemmeno il rientro di capitan Totti, assente dal 16 marzo, e il repentino vantaggio (2’) su rigore hanno svegliato la truppa giallorossa subissata dai fischi dello stadio durante e dopo il match. Non bastano i ‘cerottì (non ci sono De Rossi, Manolas, Pjanic, Gervinho, oltre ai lungodegenti Strootman, Castan e Balzaretti) per giustificare 90’ di nulla e nemmeno il passo falso di ieri della Lazio – alla fine della giornata ‘solò raggiunta al secondo posto, a quota 58 – riesce a dare la scossa e a mettere brio alla truppa giallorossa che prova a cambiare modulo (dal 4-3-3 al 4-2-3-1) per ‘cambiarè la stagione. Ma senza frutto. Fuori dei cancelli qualche centinaio di tifosi protesta contro la dirigenza ‘colpevolè di non aver fatto ricorso contro la squalifica. Sono pochi (circa 500) è vero ma in campo è come se i giocatori sentissero la pressione: molli, fermi, imbambolati, senza nerbo e con evidenti segnali di nervosismo all’interno della squadra. E nemmeno il vantaggio dopo nemmeno 100 secondi (rigore di Totti dopo maldestro intervento di braccio di Stendardo su percussione di Ljajic) riesce a camuffare le debolezze della stagione. Sembrerebbe tutto facile ma Reja è sornione e anzichè aggredire aspetta che i giallorossi arrembino per cercare il raddoppio per colpire in contropiede. Detto fatto: lancio per l’ex Emanuelson che viene toccato appena dentro l’area da Astori e Gervasoni per par condicio assegna il penalty che Denis realizza (23’). Il pareggio mette alle corde i giallorossi, incapaci di reagire e ripartire e quelle poche volte che lo fa i risultati sono catastrofici (palla in tribuna e Sportiello mai impegnato). Le cose non vanno e allora Garcia nella ripresa rimescola le carte: dentro Keita e Ibarbo per Paredes e un fischiatissimo Iturbe. La sostanza non cambia, ma almeno la squadra ci mette un pò di buona volontà. Sportiello dice a Florenzi, poi nell’ultimo quarto d’ora la Roma ha l’occasione per vincere (immeritatamente) la partita ma prima Migliaccio salva quasi sulla linea, poi di nuovo il portiere orobico salva su Ljajic. Finisce come era cominciata fuori dei cancelli, con i fischi e la delusione di chi pensava a un facile sorpasso sui cugini laziali e invece adesso deve fare i conti con l’Europa che, continuando così, sarà davvero sempre più a rischio.

«Sono arrabbiato, non abbiamo giocato bene, specie nel primo tempo. Dopo il rigore segnato da Totti ci siamo addormentati. Almeno nella ripresa abbiamo visto della qualità, ma non c’è stata abbastanza voglia per cercare il secondo posto. Avrò da dire le mie parole ai miei giocatori domani»: Rudi Garcia è amareggiato, ai microfoni di Sky, per il pareggio con l’Atalanta. «È inspiegabile», ha aggiunto

Fuori lo stadio la contestazione di circa 500 ultrà nei confronti del presidente Pallotta, dentro l’Olimpico la pioggia di fischi per lo scialbo pareggio con l’Atalanta che non permette di effettuare il controsorpasso in classifica ai danni della Lazio. È un’altra domenica da dimenticare per la Roma che – nel giorno in cui la Curva Sud resta deserta perchè squalificata in seguito agli striscioni contro la madre di Ciro Esposito – non va oltre l’1-1 contro l’ex laziale Reja. L’ennesimo passo falso interno da parte della squadra di Rudi Garcia è salutato con sonori fischi dai circa 30 mila spettatori presenti sugli spalti dell’Olimpico. Non certo il pubblico delle grandi occasioni, anche perchè privo dello zoccolo duro, quella Curva Sud chiusa dal giudice sportivo Tosel per le scritte offensive indirizzate alla signora Leardi. Il divieto comunque non ha impedito a circa 500 ultrà di manifestare all’esterno dello stadio contro la linea tracciata da Pallotta. Il gruppo, controllato dalle forze dell’ordine, si è radunato nella zona antistante gli ingressi della Curva intonando cori anti-napoletani e contro il presidente americano, raffigurato su uno striscione con sciarpetta al collo, pallone sotto al braccio e costume adamitico. «Americà facce Tarzan» la scritta ironica associata all’immagine, mentre molto meno simpatico è stato lo striscione esplicito contro Pallotta, accompagnato dall’immagine di una testa di maiale e sotto la scritta «bla bla bla». Più criptica invece la scritta «Anche se sei l’unico rappresentante di una minoranza…la verità è la verità», probabilmente riferita al contenuto degli striscioni esposti in occasione di Roma-Napoli.

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