Il cibo come fonte di vita, cura e prevenzione: la ricerca del Gemelli | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Il cibo come fonte di vita, ma anche cura e prevenzione: la ricerca del Gemelli

Il cibo è salute o causa di malattia. Ma l’effetto del cibo sullo stato di salute non è identico per tutti, avendo ognuno un metabolismo fortemente influenzato dalle proprie caratteristiche genetiche e dall’educazione alimentare ricevuta. La Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il Policlinico Universitario «Agostino Gemelli», è impegnata in numerosi progetti di ricerca relativi al tema della nutrizione a 360 gradi, che hanno già dato risultati promettenti con studi molecolari, sulle malattie del metabolismo, del circolo ed infiammatorie, come anche sui tumori e l’invecchiamento. Nuovi ed innovativi studi e sperimentazioni sono inoltre in cantiere. È questo il messaggio della quarta edizione della «Giornata per la Ricerca» della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica che avrà luogo, con i patrocini di Regione Lazio, Comune di Roma ed Expo 2015, giovedì 21 maggio. Tema di questa edizione è «Il ruolo della Nutrizione nella salute, dalla prevenzione alla cura», argomento quanto mai attuale alla vigilia dell’Esposizione Universale EXPO 2015 e cruciale anche nell’ambito di Horizon 2020, il Programma di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione Europea. «Questo appuntamento – afferma il Preside di Medicina, professor Rocco Bellantone – è uno degli appuntamenti annuali più qualificante nella vita della nostra Università in quanto consente di divulgare e di promuovere le attività di ricerca svolte nella Facoltà di Medicina e Chirurgia e nel Policlinico Gemelli. La ricerca rappresenta un settore strategico per il nostro Ateneo, che vanta una produzione scientifica di estremo rilievo nel campo nazionale ed internazionale, e l’evento vuole restituirne correttamente l’importanza, mettendo in evidenza la professionalità, l’etica, l’entusiasmo e la preparazione di tutti i nostri oltre 700 ricercatori».

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